Intervista a “Macerata Pedonale”: idee per il centro storico.

 

 Via Libera in molte occasioni si è occupata del dibattito che da tempo anima la città di Macerata: dibattito vivace, a volte a tinte forti, che vede schierati su due fronti, da un lato, i sostenitori di un centro storico chiuso alle auto, dall’altro, coloro che invece preferiscono favorirne l’accesso libero per questioni di comodità e di vicinanza alle attività commerciali. Alla luce del recente provvedimento del Comune, deciso a limitare i parcheggi in centro storico per “liberare” spazi pubblici, Via Libera ha interrogato in questa occasione Andrea Narcisi e Marco Ribechi, creatori e gestori di “Macerata Pedonale”, una delle realtà attive sul web nel sostegno alla fruizione pedonale del centro città.

D. Innanzitutto, cerchiamo di capire di cosa parliamo: che cos’è “Macerata Pedonale”?

Marco: per ora si tratta di una pagina Facebook che abbiamo aperto in seguito alla polemiche,  uscite sulle pagine dei giornali locali, sulla pedonalizzazione del centro storico. Leggendo quelle notizie, sembrava che tutti i commercianti fossero uniti nel lasciare transitare liberamente le auto. Eravamo convinti, tuttavia, che questa non fosse l’idea comune e, per questo abbiamo deciso di dare voce ad altre idee di fruizione del centro. All’inizio, l’intenzione era quella di raccogliere consensi, con spirito di contraddizione verso quella visione più che come gesto programmatico. I riscontri sono arrivati subito: nel giro di una settimana, abbiamo raccolto la quasi totalità dei “mi piace” che abbiamo ora. Tutto il rumore che c’è stato è dovuto al fatto che alcuni dei contrari alla pedonalizzazione erano i più “caciaroni” e dominavano la scena.

D. Una curiosità: i vostri iscritti risiedono in centro o, comunque, lo vivono attivamente?

Marco: sicuramente sono di Macerata e alcuni di loro, molto probabilmente, risiedono in centro. Forse è passata l’idea, errata, che chi si è opposto alla pedonalizzazione è principalmente, il residente, ma in realtà non così. Prima dell’apertura di “Macerata Pedonale” ho frequentato gli incontri del Coordinamento centro storico ed è emerso che i residenti, normalmente, sono favorevoli alle limitazioni di traffico, perché vivono le auto come un disagio. Il centro è un luogo frequentato da tutti, sia da chi viene da altre città, sia da chi proviene dagli altri quartieri. In realtà si sono opposti solo alcuni commercianti: molti esercizi commerciali sono favorevoli a limitare o, addirittura, eliminare il traffico delle auto.

D. Dacci un commento sul provvedimento di semi chiusura di Piazza della Liberatà alle auto.

Andrea:  un provvedimento ridicolo. Le macchine comunque ci sono, è soltanto diminuito il numero dei parcheggi. L’idea iniziale, probabilmente aveva un altro obiettivo, più radicale. Poi, tutto il caos e le polemiche che ci sono state hanno fatto sì che la soluzione fosse quella odierna, ossia un compromesso che non ha portato grandi risultati, di fatto è cambiato poco rispetto a prima.

Marco: io, personalmente, vivo in centro e sono a favore della totale pedonalizzazione. Non ho problemi a parcheggiare intorno alle mura e venire in centro a piedi, in due minuti sono a casa. Non serve entrare in macchina, basta abituarsi. In qualsiasi città d’Italia, di solito, farsi due minuti a piedi è nulla, è solo una questione di abitudine. La viabilità va rivisitata completamente, il nostro obiettivo è creare un dibattito attorno alla questione.

D. Abbiamo rilevato idee molto diverse sulla concezione di centro storico: da un lato, chi sostiene che il suo declino sia dovuto alla scomodità di raggiungerlo in auto, dall’altro, chi sostiene che il centro non sia solo un centro commerciale ma un luogo di aggregazione e di vivibilità.

Marco. La verità è che il centro storico è in declino da molto tempo, a prescindere dai problemi legati alla viabilità, anche quando le auto passavano in tutte le vie. Il problema è che la città è stata investita da una crisi economica totale.  Il punto su cui i commercianti dovrebbero riflettere è che il centro storico ha un valore aggiunto di per sé, per la sua bellezza, rispetto ad esempio ai centri commerciali posti al di fuori. Non ci si può mettere in concorrenza, ad esempio, con il Cityper, perché si tratta di due cose diverse. Un centro storico ben regolamentato e fruibile dal punto di vista pedonale, in realtà, invoglia le persone ad andarci per passeggiare e quindi, anche per visitare i negozi. Naturalmente dovrebbero cambiare anche le modalità di fare commercio: ad esempio, i giorni e gli orari di apertura, oppure il tipo di offerta, che andrebbe rimodernata. Si fa ancora un commercio antico, basato sul fatto che i clienti arrivano con i soldi pronti da spendere. Oggi non è più così. Dovrebbero puntare di più sulla qualità o sull’innovazione. Se si guardassero i dati delle chiusure,  si vedrebbe che queste non sono causate dalle limitazioni al traffico e che sono iniziate già da tempo.

Andrea. Il fatto è che molti fanno passare questo messaggio, ossia che la pedonalizzazione, anche se parziale, è causa della chiusura dei negozi. Queste sono state dichiarazioni  probabilmente anche politicizzate. Non è soltanto un problema di mentalità retrograda. Spesso i soggetti che hanno manifestato contro la pedonalizzazione hanno mostrato di sostenere una certa parte politica. Ad esempio, alcuni sono scesi in piazza con Pistarelli, altri erano portavoce di Casa Pound. Dietro tutta la discussione quindi ci sono anche molti interessi politici.

Marco. Al di là delle nostre idee, ciò che stiamo tentando di fare con la nostra iniziativa è creare un dibattito intorno alla questione. Se alla fine, il risultato sarà che la cittadinanza è a favore delle macchine in centro, allora sarà così. Di certo, però, non è giusto dar voce soltanto a pochi commercianti: ognuno di loro vale uno come qualsiasi altro cittadino. Non è giusto che 200 persone facciano pressione sul sindaco per il centro storico che, comunque, è un bene appartenente a 60 mila persone.

D. La tendenza delle altre città è chiudere progressivamente il centro storico. A macerata, nonostante si parli di

modernizzare e di rilanciare l’economia, si rimane con un sistema di viabilità antico?

Marco. Per una volta, si tratterebbe di fare una scelta coraggiosa: i frutti arriverebbero subito. Sarebbe bello essere di esempio per le altre città invece di aspettare che tutti lo facciano ed arrivare per ultimi. La direzione dovrà essere quella di eliminare le macchine: ce ne sono sempre di più ed il centro storico non è fatto di strade spaziose. Il problema quindi ci sarà sempre. L’unico sistema per risolvere il problema è chiudere totalmente alle auto e trovare mezzi di mobilità alternativa, ad esempio bici elettriche o bus elettrici. Teniamo presente, inoltre, che il discorso delle auto riguarda solo una parte della cittadinanza, perché non tutti la usano: pensiamo agli studenti, agli anziani, o a chi va in giro con il passeggino. Per queste persone il transito delle auto è addirittura un problema. Il centro non può essere considerato come un quartiere qualsiasi, con le sue bellezze ed i suoi vicoli, è giusto chiuderlo alle auto e nello stesso tempo valorizzarlo, con interventi mirati, anche per favorire il turismo. Non ha senso chiuderlo e basta.

Andrea. A questo proposito, abbiamo anche intenzione di sostenere e proporre nel prossimo futuro iniziative che vadano in questa direzione, in collaborazione con le altre realtà associative della zona.

 

Grazie ragazzi per la vostra disponibilità e vi auguriamo di continuare su questa linea. 

Segnaliamo di seguito, il link alla pagina “Macerata Pedonale”: https://www.facebook.com/maceratapedonale/timeline

 

 

 

 

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