RIPE LIBERA TUTTI! : Ripe San Ginesio è il borgo del Futuro

Quest’anno Via Libera ha preso parte al festival Ripe Libera Tutti, che il 19 e 20 luglio ha animato la cittadina di Ripe San Ginesio, rappresentando un punto di incontro tra le avanguardie culturali del maceratese e il mondo dell’eco-sostenibilità.
Ripe è un paesino di 871 abitanti, sito sulle colline dell’entroterra maceratese, per un’estensione territoriale di circa 10 chilometri quadrati. Questo paesino purtroppo vive la medesima condizione di moltissime altre realtà montane d’ Italia ad essa simili, ovvero ha visto ridursi sempre più la sua popolazione a causa dello spostamento verso i centri economici e lavorativi, tanto da renderla quasi una “ghost town”. Tuttavia si resiste al destino di apparente endemico svuotamento, tant’è che a partire dai primi anni ottanta, attraverso assennate scelte amministrative, ha provato a rilanciarsi puntando sull’eco-sostenibilità, sull’interesse artistico e sulla qualità della vita. Ne abbiamo discusso con il sindaco di Ripe Paolo Teodori, che ringraziamo per la sua disponibilità e per l’accoglienza riservataci. L’impressione che ne abbiamo ricavato è quella di una comunità nonostante tutto viva, di un “piccolo mondo antico” che però ha ben chiare le idee su come affrontare le sfide dell’avvenire.

Signor sindaco, come nasce questo festival che in queste giornate di luglio ha portato il suo paese a divenire teatro di importanti eventi culturali?

L’idea di Ripe Libera Tutti ha radici profonde. Ormai da trent’anni la nostra comunità ha scelto di coltivare una vocazione artistica aprendo le porte al mondo della cultura e alle sue avanguardie. Risale infatti al 1982 la prima mostra d’arte contemporanea tenutasi a Ripe, questa fu un evento che aveva l’ambizione di attrarre una serie di avanguardie artistiche verso la nostra città, anche attraverso uno stabile contatto con le accademie e gli istituti d’arte di varie regioni italiane. Da qui è partita una storia, e man mano si è andata consolidando la vocazione di questa comunità in tal senso. Spesso artisti di ogni estrazione hanno fatto dono alla nostra città di opere o “suggestioni”, che come potete notare oggi abbelliscono la nostra cittadina. Da qui è nato anche il “parco scultura” di Ripe San Ginesio, che raccoglie alcune delle opere che negli anni sono state donate alla nostra comunità. Il festival di questi giorni è dunque la continuazione di questo percorso culturale che ormai è un segno distintivo della nostra cittadina.

Girando per le strade della vostra cittadina e parlando con diversi ragazzi impegnati in questa “due giorni” abbiamo più volte sentito nominare il progetto VIVI RIPE . Potrebbe spiegarci in cosa consiste questo progetto?

Vive Ripe nasce dall’idea di dare un nuovo slancio al nostro bellissimo centro storico. Noi vogliamo riportare le persone a Ripe San Ginesio: perchè infatti esse dovrebbero abitare in luoghi dove si vive male? La qualità della vita infatti è il nostro punto di forza: qui si vive bene, infatti Ripe San Ginesio è, secondo parametri ecologico-amministrativi, uno dei centri abitati più vivibili d’Italia e con la più alta qualità della vita.
Oltre a questo dato di partenza, noi puntiamo a ricostruire un tessuto produttivo di qualità nella nostra città: abbiamo deciso di fare di uno dei locali abbandonati del centro una vetrina per i prodotti del nostro territorio, scegliendo convintamente di puntare sulla filiera corta.
Inoltre abbiamo l’ambizione di rilanciare il turismo nel nostro territorio: insieme ai comuni limitrofi vogliamo creare un percorso turistico e naturalistico, dove si sposino cultura e ambiente. Faremo del nostro centro storico un albergo diffuso: l’albergo diffuso, come è evidente fin dal nome, è in primo luogo un punto di accoglienza, anche se particolare, che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete strutture pre-esistenti da riqualificare. In altre parole l’albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti messi a punto dopo una lunga serie di esperienze sul campo avviate a partire dai primi anni ’80 in Friuli e Sardegna.
Ripe dunque offre una risposta di qualità: la nuova frontiera della sostenibilità. E siccome il futuro parte proprio dai più giovani, abbiamo investito molto sul rilancio del nostro sistema scolastico. La scuola elementare infatti, quando siamo subentrati nell’amministrazione, ospitava solo sedici bambini, mentre ora ce ne sono più di cinquanta, tra cui molti provenienti dai borghi limitrofi. Infatti dopo diversi interventi di riqualificazione la nostra scuola è diventata una struttura moderna, sicura e soprattutto sostenibile. Abbiamo istituito il servizio mensa e il servizio dopo scuola, per quelle famiglie che lavorano ad orario continuato. Infine i pannelli solari riscaldando le aule garantiscono al comune un notevole risparmio energetico.

Ma cos’è nella sostanza Borgo Futuro e in che rapporti sta con le altre iniziative legate al comune da lei amministrato?

Borgo futuro è un progetto fondato sulla sostenibilità, un esperimento per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e un modo per raccontare al mondo quella che è l’esperienza di Ripe San Ginesio.
Infatti in questa città oggi produciamo da soli il 50 % dell’energia che consumiamo, e puntiamo a raggiungere la soglia del 70 % entro i prossimi anni. Inoltre abbiamo riconvertito a LED il sistema di illuminazione del cimitero e abbiamo raggiunto quest’anno l’80% di raccolta differenziata.
Infine abbiamo fatto della vecchia cava di Ripe un anfiteatro capace di ospitare spettacoli musicali e culturali di ogni genere, e dove stasera, a conclusione della prima giornata di Ripe Libera Tutti, si esibirà la star degli anni ottanta Nada Malanima.
Quindi Borgo futuro è l’idea di costruire una città della sostenibilità, è la risposta di Ripe San Ginesio che non si rassegna ad essere etichettata come una città fantasma ma anzi si fa interprete di nuove risposte collettive alle sfide della modernità. Il punto di forza di Borgo futuro consiste nel progetto di abbattimento degli oneri di urbanizzazione per chi costruisce case che siano a consumo zero, inoltre abbiamo introdotto dei canoni di locazione concordati tesi a spingere giovani e in particolar modo giovani artisti a trasferirsi nella nostra città, al fine di creare una rete di collaborazione e contaminazione tra la città e i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco. É l’dea di dar vita ad una comunità giovane, impegnata e che guardi al futuro.

di Roberto Viviani e Roberto Nappi

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