Lezioni di moneta moderna in Piazza della Libertà

Si è svolta mercoledì 22 ottobre, sotto il loggiato del Bar Mercurio la conferenza dell’associazione Me-MMT Marche “E se l’italia esce dall’Euro?”, un incontro divulgativo all’insegna dei temi caldi dell’attualità tra cui un’eventuale uscita dell’italia dall’euro, la necessità di creare posti di lavoro ed una presentazione delle principali idee che dominano il panorama economico, con un linguaggio accessibile al cittadino.

La teoria della moneta moderna (Mmt sta per Modern Money Theory, Me per Mosler Economics, dal nome del suo principale divulgatore internazionale), ha radici nel pensiero dell’economista inglese John Maynard Keynes che riconosceva nella spesa pubblica il motore dell’economia e nella creazione di lavoro diretto lo scopo primario di questa, spiega il relatore della serata Pier Paolo Flammini.

Evolutasi poi con l’economista Warren Mosler, vede nello Stato il monopolista della moneta, che in quanto tale ha il dovere di essere in deficit poiché “la disoccupazione è la prova di deficit pubblici troppo bassi” dice proseguendo la sua spiegazione “l’unico modo per risolverla è ridurre le tasse, o aumentare la spesa pubblica. Se invece lo Stato preleva per le tasse un importo superiore alla spesa, non lascia al settore privato la quantità di moneta sufficiente per pagare le tasse, risparmiare quanto desiderato e vivere decentemente”.

Una proposta pionieristica è invece quella del programma di Lavoro Garantito, un’idea di Minsky rilanciata negli ultimi tempi anche da noti sociologi italiani, permetterebbe ai cittadini abili e volenterosi di accedere ad un’alternativa all’insicurezza economica attraverso un salario di base e connessi benefici sociali, con un piano governativo decentrato. Un sistema già parzialmente sperimentato ad inizio millennio nella ripresa Argentina con il Plan Jefes.

A riguardo di una possibile uscita dell’Italia dall’euro, gli economisti della MMT, indicano come non bisogni temere ripercussioni da parte dei mercati di capitali, poiché per una nazione che utilizza la propria valuta, i titoli di Stato sono emessi solo in funzione del mantenimento dei tassi di interesse e per garantire investimenti pubblici sicuri, non quindi per una reale necessità di finanziamento come anche riportato anche dalla Bank for International Settlements.

La conferenza segue altri incontri, circa 30, organizzati negli ultimi mesi nella sola regione Marche con l’interesse di un pubblico eterogeneo che comprende anche la classe politica.

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