Perché Spiazzati parla alla politica e alla città

L'opera di Morden Gore per "Spiazzati"

E’ noto a tutti i lettori che il passato weekend fosse dedicato all’iniziativa “Spiazzati: festa degli spazi liberati”, promossa da tutte quelle realtà che direttamente o meno si riconoscono nel Coordinamento per il Centro Storico. Una tre giorni davvero ben riuscita, durante la quale si sono alternati eventi musicali e artistici, visite guidate, attività per bambini e passeggiate per i più grandi alla scoperta della Macerata nascosta. Discutibili vincoli burocratici hanno circoscritto alcune (poche, a dir la verità) delle iniziative messe in campo, ma non son bastati a limitare un evento che si è perso nelle viuzze del centro storico.

Ma cosa ci lascia, politicamente, questo appuntamento? Cosa dice alla politica e alla città tutta?
L’elemento più interessante di questo evento sta proprio nella sua natura ricompositiva: un grande pezzo della città si è infatti compattato attorno a un’idea chiara e limpida che negli ultimi mesi è stata sommersa da pseudogiornalismo e politichese: nel centro storico si gioca una partita paradigmatica per tutta la città. Parlare delle auto significa chiedersi “quale mobilità vogliamo”; parlare di eventi significa chiedersi “quale rapporto esiste tra cittadini e cultura” nella città dello Sferisterio; parlare di spazi, commercio e residenza spinge a dare risposte sulla democrazia, la partecipazione, l’idea di stare insieme che vogliamo coltivare.

In quest’ottica, Spiazzati racconta di un evento fatto interamente a costo zero ma promosso da un insieme di realtà che per qualità e quantità rappresentano ormai uno spaccato importante, se non proprio maggioritario, della società maceratese: Macerata Pedonale, Ciclostile e Anima Giovani; spazi come il Laboratorio Sociale (LABS) ma anche l’Università di Macerata, il Coordinamento Centro Storico; e poi splendide espressioni della cultura, come il writer Morden Gore, Simone Maretti de La Luna a Dondolo e il giocoliere Mirko Marcolini; e poi gli Skalmacani, l’AUSER o il circolo scacchistico KK. A tutto ciò, si aggiungono quelle realtà commerciali che sposano un’idea di centro storico vivo, a misura d’uomo, autogestito e pedonalizzato.

A 5 mesi dalle elezioni, è riemerso prepotentemente un pezzo di città troppe volte schiacciato dagli interessi mediatici di pochi. Lo straordinario e trasversale successo di molte delle iniziative di questi giorni racconta le potenzialità di una rete sociale che ha il coraggio di prendere la parola. Una rete, rappresentata sinora dal Coordinamento Centro Storico, che sembra spingersi avanti promuovendo praticamente, qui e ora, un’altra idea di Macerata. “Questo è solo l’evento zero. Ci ripeteremo, sempre di più”. Per dare forza a una Macerata che può cambiare.

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