Rosita Bugiolacchio: “Il mio Erasmus a Poznan”

Questa settimana Rosita Bugiolacchio ci racconta il suo Erasmus a Poznan, città della Polonia occidentale, con una popolazione di oltre 500.000 abitanti, e importante centro culturale, economico, industriale ed universitario. Se vi siete chiesti se potesse essere una buona meta da scegliere per il vostro soggiorno all’estero, le parole di Rosita vi lasceranno senza dubbi!

Cara Rosita, come mai proprio la Polonia per fare l’Erasmus?

Sono sincera, per i soldi. Sapevo che il contributo dell’ateneo sarebbe stato minimo e con 230 euro al mese non sarebbe stato semplice vivere ovunque; inoltre in Italia lavoro e riesco a pagarmi gli studi da sola, mentre all’estero purtroppo non avrei potuto far lo stesso, quindi avrei dovuto gravare eccessivamente sulla spalle dei miei genitori. In Polonia con massimo 300/350 euro al mese si riesce a vivere (uscendo, andando a ballare e permettendosi anche qualche pranzo/cena fuori ovviamente). Il paese dei balocchi. All’inizio ero molto titubante perché ovviamente, seguendo i luoghi comuni, credevo si trattasse perlopiù di luoghi poveri e distese deserte, ma una volta a Poznan ho compreso quanto stupida fossi stata a fidarmi della gente che parla a sproposito.

Come te la sei cavata con la lingua?

Domanda da un milione di dollari. Divertente, inoltre. Partendo dal presupposto che sono arrivata a settembre senza conoscere nemmeno una parola di inglese, sono stata catapultata in un mondo in cui mi son dovuta tirar su le maniche e cominciare a buttarmi; ho conosciuto 5 Italiani in 5 mesi (fortunatamente) ed ho trascorso la maggior parte del tempo con gente da tutta Europa, ovviamente frequentando ambienti universitari parlavo sempre inglese (che poi nel giro di un mesetto ho iniziato a parlare tranquillamente). Con gli abitanti del luogo, al di fuori degli studenti che hanno un ottimo inglese, è abbastanza difficile parlare una lingua diversa dal polacco. Al supermercato, ad esempio, ogni volta le commesse ti gridano dietro il prezzo in polacco ( fshfshsfhsfshfshfshfsh dziękuję!)  ed in stazione è dura trovare qualcuno che ti dia informazioni in inglese ma alla fine adattandosi non è poi così complicato comunicare anche con la gente del posto: siamo Italiani, e conosciamo rispetto a tutti gli altri la fantastica lingua dei gesti che ci da una marcia in più!

Una delle preoccupazioni più grandi per uno studente in partenza è: come farò a trovare un alloggio? Tu come hai fatto? In che zona della città consiglieresti di vivere?

Io sono stata fortunatissima ad avere una splendida mentore che, il giorno stesso in cui sono arrivata, mi ha portata a vedere quella che poi è stata la mia casa per i primi 4 mesi, un appartamentino privato vicino al centro, in una zona stupenda, che ho condiviso con una ragazza francese. Siamo state più che fortunate ma al quinto mese abbiamo deciso di spostarci perché l’affitto era di 250 euro (spesa eccessiva per Poznan) e perché volevamo vivere l’ultimo periodo dell’Erasmus in un dormitorio, dove il clima è decisamente diverso, si conoscono molte più persone ed è economicissimo (il nostro era uno dei più nuovi ed era al centro della città e spendevamo 150 euro al mese bollette incluse). Comprendo più di chiunque altro il panico che prende per trovare un alloggio a pochi giorni dalla partenza ma se posso permettermi di dare un grosso consiglio agli Erasmus direi loro di aspettare, arrivare sul luogo e magari prendersi un ostello per la prima settimana, girare, vedere con i propri occhi cosa offre la città e, solo a questo punto, decidere. A mio parere è la modalità migliore per non rischiare di imbattersi in brutte sorprese. Sinceramente non c’è una parte della città in cui consiglierei di vivere, anche se si è a qualche km dal centro Poznan è perfettamente collegata di giorno e di notte, quindi non ci sono di questi problemi.

Parlaci della tua università: ci si abitua facilmente al loro metodo di studio? Hai avuto dei privilegi per il fatto di essere uno studente Erasmus?

Tutto è totalmente differente. Le lezioni in Polonia sono meno frontali di quelle italiane, c’è molto più coinvolgimento dei ragazzi e a mio parere sono anche molto più stimolanti. I professori danno sempre e comunque la massima disponibilità, sono rintracciabili e se possono darti una mano, sono i primi. In generale l’università è molto ben organizzata, per sbrigare le pratiche burocratiche per l’Erasmus ho impiegato si e no un paio di giornate, gli uffici sono sempre aperti e non fanno orari imbarazzanti come altrove e tutte le persone che vi lavorano sono estremamente disponibili. Il metodo di studio è differente ma vien da sé adattarsi. Nel mio caso in Italia raramente mi trovo ad affrontare prove scritte, mentre in Polonia è  molto comune e si tende a dare la libertà allo studente di occuparsi di una tematica che ha apprezzato durante lo svolgimento del corso per svilupparla, poi, in una tesina da esporre, a volte, in classe. Sinceramente non credo che il fatto di essere Erasmus abbia in qualche modo inciso, le modalità di valutazione sono sempre state le stesse di quelle degli studenti polacchi. Ovviamente i professori tendevano a chiedere se avevamo capito più a noi Erasmus che ad altri, ma credo che ciò sia solamente connesso alla grande ospitalità che caratterizza in genere l’animo polacco.

Poznan, ultimamente, è una città molto gettonata dagli studenti dell’ateneo maceratese. Scommetto che tu sai spiegarci il perché.

Non è semplice spiegare a parole quanto Poznan mi sia entrata nel cuore. Potreste dire che è successo solo perché me la sono vissuta da Erasmus. Probabile. Ma tutte le persone che sono venute a trovarmi hanno affermato lo stesso. Poznan è una città che offre tanto, a livello culturale e non, ci sono stupendi musei, monumenti, teatri, cinema, parchi e anche tanti posti in cui i giovani si possono divertire, dai bar più disparati a club di ogni genere. Ma, ad esser sincera, credo che ciò che più mi ha fatto innamorare siano state le persone: sono partita anche in questo caso con lo stereotipo del polacco rigido e chiuso, e sono tornata con l’idea in mente che forse in Polonia ho conosciuto alcune delle persone più care e gentili, e pronte a tutto per te, di tutta la mia vita. La gente è buona, molto “open minded” e si respira un’aria serena e rilassata che non si può nemmeno immaginare, ma una volta risbarcati a Roma, devo dire che si nota perfettamente la differenza.

Ci sono posti interessanti da vedere nei dintorni della città?

Consiglio a tutti gli Erasmus di vedersi in primis TUTTA Poznan prima di muoversi altrove: ad oggi, se pur avendola apparentemente visitata da capo a fondo ripetutamente, sono cosciente del fatto di non aver visto tutto. Se poi ci si vuol muovere altrove consiglio Danzica (Gdansk) al Nord, Sopot, ovvero il paesino che si affaccia sul mare a 15 minuti da Danzica, Breslavia (Wroclaw) e per sentito dire (visto che ho stupidamente deciso di non visitarla) Cracovia.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza Erasmus?

Cosa NON mi ha lasciato, sarebbe la domanda più opportuna. Sono partita poco più di un anno fa quasi contro la mia volontà: mia sorella, reduce di 2 Erasmus, mi spinse a far domanda, ma al tempo non ero poi così convinta della decisione presa Sono tornata come una persona completamente differente, che nemmeno io conoscevo, magari apparentemente non così del tutto cambiata ma, dentro, più ricca. Così ti rende l’Erasmus a parer mio, ti rende ricco…ti dà la possibilità di comprendere davvero chi sei: confrontandoti quotidianamente con il mondo che ti circonda ti poni tanti quesiti a cui fino a quel momento non avevo minimamente pensato, ti mette in gioco, ti pone di fronte a culture, lingue, etnie di tutto il mondo, ti insegna ad apprezzare la DIVERSITA’ ed ancor più a dar valore a questo termine che fino ad un istante prima ti allontanava da chi non era simile a te, ora invece lo sta pian piano avvicinando. Solo chi ha già vissuto l’Erasmus può capirmi nel profondo, tutti gli altri mi giudicheranno eccessiva, troppo sentimentale. Spero solo di aver dato con queste poche parole un piccolo imput che spingerà ragazzi indecisi a partire!

 

Come si arriva a Poznan:

Io prendevo il volo Roma Ciampino – Poznan. Si trovano prezzi molto economici con Raynair e si arriva a Poznan con sole 2 ore e 15 .

 

Studente: Rosita Bugiolacchio

facoltà: Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale

città: Poznan

periodo di permanenza: 5 mesi

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