Elezioni 26 e 27 novembre: intervista alla RUN

Pietro Casalotto

Carissimi lettori, in occasione delle elezioni per le rappresentanze studentesche valide  per il biennio accademico 2014/2016, noi di ViaLibera abbiamo deciso di intervistare i rappresentanti ed i membri delle liste. Ecco a voi l’intervista ai candidati per la RUN Martina Cafarella, Simona Armillei, Daniele Innamorati e Pietro Casalotto.

1) Francesco: Presentatevi, raccontate qualcosa di voi.

Martina: frequento il corso di laurea in Lettere Moderne Contemporanee, sono candidata al Senato Accademico, CDS, Consiglio di Classe e Consiglio di dipartimento. Cerco di organizzare le mie giornate, frequento un corso di teatro, sono una maceratese rimasta in città e spero di laurearmi il prossimo anno.

Simona: frequento il secondo anno di Scienze Pedagogiche della specialistica con indirizzo Scienze umane, e sono candidata al Consiglio di Classe di Scienze Pedagogiche, al Consiglio di dipartimento di Scienze della Formazione, al consiglio degli studenti e al consiglio di amministrazione. Sono abbastanza impegnata, faccio anche i corsi della dance with run, studio, vado a lezione ed ho già chiesto la tesi per il prossimo novembre.

Daniele: sono candidato al Senato Accademico, Consiglio degli Studenti  e Consiglio Dipartimento di Giurisprudenza.

2) F.: Parlatemi ella vostra lista, come e quando è nata.

M.: Io sono entrata ufficialmente da quest’anno; è nata circa da due anni fa quando si staccò da Officina.

3) F.: Come siete entrati a far parte di questa lista? Con quali motivazioni?

Martina Cafarella

M.: Non avevo alcuna esperienza di associazioni universitarie prima di questa, ho deciso comunque di partecipare, perché mi interessava il mondo universitario, soprattutto dopo luglio quando si parlava delle fascie di contribuzione.

S.: Entrare in associazione è stata sempre una mia aspirazione, ho avuto sin da subito dei compiti all’interno della mia facoltà.

D.: Sono entrato nell’associazione tra i primi, due anni fa; ho cercato subito un’associazione in cui schierarmi, all’epoca erano le elezioni universitarie. In assemblea siamo una quarantina, spesso le riunioni arrivano all’una le due di notte. Si tratta comunque di una bella esperienza, l’ho fatto per senso di responsabilità, anche se l’impegno a livello universitario è tanto, è gravoso.

4) Qual è il ruolo degli studenti e dei rappresentanti all’interno dell’organizzazione di Unimc? Come possono incidere concretamente?

Daniele Innamorati

M.: Dovrebbero fare da tramite con gli altri studenti.  Stando dentro questa associazione ho cominciato a capire  i meccanismi di quest’Università. Una cosa che ho notato è che le persone non si interessano assolutamente di una cosa che invece per loro dovrebbe essere una cosa molto importante, perché  va a incidere sulla loro vita.

D.: Io, per quel poco di propaganda che ho potuto fare nei corsi, ho sempre fatto leva sull’importanza di partecipare alla via democratica, perché tocca gli studenti davvero da vicino. C’é molto astensionismo.

S.: C’è questo assenteismo mentale, lo chiamo io;  ognuno sta per i fatti suoi, nessuno si interessa, ma gli studenti si lamentano dei problemi. Se vai da loro a parlare, lo vedono come un fastidio.

Pietro.: La rappresentanza studentesca incide tanto quanto porta a casa dei risultati. Io vedo la rappresentanza come un volontariato vero e proprio.

5) F.:  Ritenete utile andare a votare per le elezioni studentesche? Possono incidere concretamente?Quali obiettivi vi ponete di raggiungere?

D.: Per me può incidere molto, anche se può sembrare una frase fatta. Se pochi vanno a votare, quei pochi decidono per tutti. Può incidere se la rappresentanza è presente, si informa, se riporta ciò che si dice nei consigli. Inoltre, se non si va negli uffici a “rompere”,  loro chiaramente non fanno nulla. Senza la rappresentanza, gli studenti non sarebbero neanche informati,  ad esempio se c’è un problema con il sito, noi sappiamo dove andare e a chi rivolgerci.

P.: La rappresentanza è lo strumento principale per andare oltre il semplice esame, permette agli studenti di partecipare attivamente, per difendere i diritti degli studenti, e per risolvere i loro problemi. si cerca di aprire una prospettiva nuova agli studenti.

6) F.:  Come vedete l’Unimc tra 5-10 anni?

M.: Io spero tanto che la situazione migliori, spero che si risveglino le coscienze. Io arrivo da una totale ignoranza di queste situazioni, ma mi ci sono avvicinata. Il modo di vivere l’università è  abbastanza passivo, è un esamificio, l’importante è passare gli esami. Bisogna far interessare le persone che vivono questa realtà.

S.: Bisogna andare a parlare con gli studenti e non solo per gli studenti. Se c’è una valida rappresentanza, l’Università di

Simona Armillei

Macerata ha delle ottime possibilità di continuare su questa linea, e di fare anche meglio.

D.: Molti studenti sono disinteressati anche alle attività culturali, se non li metti sotto credito, gli studenti non partecipano.

7) F.: Quale pensate che sia il ruolo degli studenti universitari nell’Italia di oggi?

D.: Questo paese purtroppo schiaccia ogni idea, ogni aspirazione, ogni progetto. Il ruolo dello studente è migliorare le cose dal piccolo. La rappresentanza studentesca invece ha il compito di informare sempre, anche su tematiche sulle quali l’Università non può incidere.

P.: Si parte dal basso per arrivare in alto, più riusciamo ad informare le persone, più riusciamo a creare un movimentismo che riesce a sostenere delle battaglie. Spesso leggendo i giornali vedo che i residenti sono sulle barricate per qualsiasi tipo di iniziativa, c’è una concezione  dei giovani e degli studenti come di un fastidio. Ci sono alcune cose, come la crisi economica, che noi studenti non possiamo in maniera diretta andare a modificare, però possiamo andare a migliorare quelle cose che formeranno la classe dirigente del futuro. Dall’Università partono tutte le migliori idee. Ma il sistema scolastico è al collasso, non risponde alle esigenze lavorative del paese, anche il sistema di orientamento è carente.

M.: La cultura è diventata un peso, l’università è diventata una continuazione delle scuole superiori, si deve andare a lezione, si ascolta il professore, si studia, si fa l’esamino e basta. Non c’è spazio per il dibattito.
Si ringraziano tutti gli intervistati per la disponibilità

 

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *