Elezioni 26 e 27 novembre: intervista a Danilo Monterotti – Lista Scossa Unimc

Danilo Monterotti

1. Ciao Danilo, iniziamo con una tua presentazione

Ciao, sono Danilo Monterotti, ho 22 anni e sono uno studente al terzo anno di Giurisprudenza. Ho iniziato la mia partecipazione con la lista Scossa Unimc nel momento in cui essa si è formata, ovvero durante il mese di Ottobre di quest’anno.

2. Qual è la storia della vostra lista?

Come ho già detto, la nostra lista è nata solamente quest’anno. All’inizio non è stato facile: l’idea di fondare da zero una lista appariva agli occhi di tutti come un concetto e un obiettivo inarrivabile per noi che in un certo senso eravamo “i nuovi arrivati”. Nonostante tutto abbiamo deciso di estendere il nostro programma e il 13 Ottobre abbiamo organizzato un’assemblea costitutiva alla quale, con nostra grande sorpresa, è affluito un gran numero di persone che condividevano con noi lo spirito delle iniziative proposte. Dopo un solo mese di lavoro la nostra lista contava già 25 membri provenienti da tutte le facoltà dell’Unimc.

3. Per quale motivo avete creato una nuova lista?

I motivi sono molteplici, ovviamente. Posso dire che Scossa Unimc nasce fondamentalmente con la volontà di creare una lista apartitica non retta da organizzazioni nazionali, che a nostro avviso al momento mancava. Il nostro intento è quello di focalizzare l’attenzione sui bisogni dello studente, a prescindere da qualsiasi ideologia politica o religiosa. Vorremmo quindi creare uno spazio libero all’interno del quale qualsiasi studente sia incitato e supportato ad avere un dialogo reciproco per confrontarsi.

4. Qual è, secondo te, il ruolo e la posizione degli studenti nell’organizzazione dell’ Unimc?

Al momento credo che lo studente medio sia di base disinformato e disinteressato riguardo ciò che succede all’interno dell’istituzione e sono fermamente convinto che si sia registrata una sostanziale perdita di coscienza politica tra i ragazzi che frequentano e hanno frequentato l’università in questi ultimi anni. Tale situazione viene dimostrata dal fatto, ad esempio, che durante le ultime votazioni era presente solo il 10% degli studenti. La motivazione di un tale atteggiamento, a mio avviso, potrebbe derivare dal fatto che lo studente non è stato talvolta in grado di trovare uno spazio che lo rappresentasse attraverso le liste proposte. Con la nostra lista miriamo a dare una motivazione maggiore agli studenti per coalizzarsi e diventare parte attiva dell’istituzione dell’Unimc.

 5. E’ utile andare a votare per le elezioni studentesche?

Sono convinto che sia sempre utile andare a votare. Il voto veramente utile è però quello che viene fatto in maniera consapevole e che quindi nasce come prodotto di una ricerca di informazioni da parte dello studente riguardo la società che lo circonda. Attraverso il voto gli studenti hanno relativamente modo di decidere le sorti dell’Università in quanto hanno la possibilità di scegliere le figure di riferimento per la loro rappresentanza. 

6. Come vedi l’Unimc tra 5 – 10 anni?

Gli sviluppi che ci saranno nell’Unimc dipenderanno da coloro che studieranno e lavoreranno all’interno dell’università, ovviamente. Al momento noi ci auguriamo che possa avvenire una svolta decisiva e che l’università possa tornare in mano a studenti coscienziosi e attivi soprattutto nel dibattito interno. Speriamo inoltre che in futuro i dibattiti si evolveranno unicamente verso tematiche serie, senza essere indirizzati a quella vana e poco prospicua competività che troppo spesso abbiamo incontrato nel corso di questi ultimi anni.

7. Quale pensi che sia il ruolo degli studenti universitari nell’Italia di oggi?

A proposito di questo tema, credo che attualmente in Italia ci sia una profonda rottura: il Parlamento non è più totalmente rappresentativo di tutte le fasce della società e per questo motivo gli studenti non avendo dei rappresentanti diretti all’interno di esso, non riescono a incidere. Lo studente in questo modo si trova in crisi, in quanto si accorge di non avere la possibilità di partecipare alla discussione e alla gestione del potere in modo diretto e attivo. Crediamo che gli studenti debbano prendere un’ulteriore presa di consapevolezza delle proprie capacità e tentare di affermarsi nella società con maggiore forza e fermezza.

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