Elezioni 26 e 27 novembre: intervista ad Officina Universitaria

Rebecca Marconi

1) Presentatevi

Siamo i tre candidati di Officina Universitaria (lista 4) al Senato Accademico: Rebecca Marconi, 20 anni, iscritta al secondo anno di Scienze Politiche Relazioni Internazionali, Massimiliano Sama, 20 anni, iscritto al secondo anno di Giurisprudenza e Claudio Concas, 21 anni, iscritto al secondo anno di Lettere e Storia.

2) Qual’è la storia di Officina Universitaria?

Officina universitaria, nasce nel 2007 dall’aspirazione di alcuni ragazzi di restituire la rappresentanza studentesca agli studenti essendo la stessa prima monopolizzata da forze espressione unicamente di partiti politici e gruppi confessionali. Negli anni officina universitaria, operando come sindacato studentesco e introducendo questo modello all’interno dell’ ateneo, è riuscita a rompere quel muro di gomma che prima divideva gli studenti dalle istituzioni accademiche, rendendo trasparenti le dinamiche dei Consigli battendosi contro l’idea di un’università intesa come mero esamificio. Nel 2010 Officina Universitaria ha ottenuto il primo risultato elettorale significativo e ad oggi rappresenta da sola più di un terzo degli studenti maceratesi.
Negli anni Officina ha unito la rappresentanza studentesca all’impegno civile battendosi dentro e fuori le mura dell’Università per la costruzione di una società più aperta, più solidale e più giusta.

3) Come siete entrati a farne parte?

Siamo entrati a far parte della lista di Officina Universitaria perché crediamo fermamente nella rappresentanza attiva, nella reale possibilità, da parte di noi studenti, di poter cambiare davvero le cose che paralizzano la concreta costruzione del nostro futuro. Inoltre crediamo che sia importante vivere la realtà universitaria a 360 gradi, non solo studiando sopra i libri, ma anche godendo di una vita sociale cittadina attiva e partecipe.
Portare le idee della nostra associazione negli organi di Ateneo per noi significa lavorare al completo servizio degli studenti per una difesa vera e concreta dei nostri diritti. 

Claudio Concas

4) Qual’è il ruolo degli studenti all’interno dell’Unimc?

Gli studenti dell’Unimc, purtroppo, non hanno una reale possibilità di partecipare attivamente all’organizzazione della vita dell’Ateneo, se non facendo personalmente parte di liste studentesche. Non a caso Officina Universitaria ha tra i suoi punti principali del programma di Ateneo quello della liberalizzazione dei Cfu, vale a dire che crediamo che gli studenti debbano esser messi nella reale posizione di poter organizzare attività istituzionalmente riconosciute per incentivare i ragazzi a comprendere l’importanza di poter offrire una ulteriore ricchezza alla propria carriera formativa universitaria.

5) Ritenete utile andare a votare per le elezioni universitarie? 

Andare a votare alle elezioni universitarie è importante perché un cambiamento e un’alternativa veri sono davvero possibili! È importante perché crediamo che rappresenti uno dei pochi spazi, se non l’unico, per dar voce con “forza” alle necessità incalzanti degli studenti ponendole all’attenzione dei principali organi di Ateneo. 

6) Come vedete l’Unimc tra 5-10 anni?

L’università di Macerata ha potenziali enormi che non sono riconosciuti come tali o ai quali non viene garantito un adeguato spazio di azione e progresso per il bene degli studenti. Tra 5-10 anni gli studenti potrebbero cadere in un letargo di coscienze lasciandosi convincere che con le loro idee non possono nulla, trasformandosi in burattini inermi e passivi.. Oppure potrebbero, e di sicuro è così che andrà, dar voce alle loro voci con la forza di coscienze mature, riconoscendo la bellezza del diritto allo studio, difendendolo dalla disillusione corrotta di chi non crede più che un insegnante, uno studente, un libro ed una penna possano davvero cambiare il mondo.

Massimiliano Sama

7) Quale pensate che sia il ruolo degli studenti universitari nell’Italia di oggi?

L’Italia di oggi crede sempre meno nel valore dei cervelli delle scuole e delle università, di conseguenza non viene garantito un investimento efficiente per il bene e il progresso dell’intera società.
Gran parte degli studenti universitari ha forse perso un po’ le speranze di veder realizzati i propri progetti, ma non ha perso la passione necessaria per lottare per costruire un futuro chiaro, vero, degno!
Non si vogliono accontentare perché accontentarsi è un po’ come smettere di sognare.

 

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