Ah, ma è Lercio: un anno di spietata satira

“Lavoro. Avere una mazza chiodata aumenta il potere contrattuale.” o “Spazio, il dramma di Samantha Cristoforetti: “Quando torno non voglio andare da Fazio” sono solo due dei più di 1000 articoli pubblicati su Lercio.it, il sito satirico più famoso del web che conta oltre 240 mila fan su Facebook e 50 mila su Twitter. Un esempio di satira che coinvolge numerose tematiche a livello sociale e politico (“Renzi parla a Strasburgo in inglese e per sbaglio dichiara guerra all’Ucraina”) con notizie talmente verosimili da mettere in difficoltà i più attenti lettori del web.

Notizie che hanno le loro ripercussioni anche nel mondo reale dove addirittura un parroco di Pescara ha dedicato l’omelia di Natale alla notizia di un preside musulmano che teneva la scuola aperta il 25 Dicembre; notizia ovviamente partorita dalle ironiche menti di Lercio.

Un fenomeno virale insomma che quest’anno ha vinto il premio nelle categorie “Miglior sito” e “Miglior battuta” ai Macchianera Italian Awards e che ha portato i perfidi autori di Lercio a riunire tutti gli articoli, più ulteriori inediti, in un libro intitolato “Un Anno Lercio: il 2014 come non l’avete mai letto” uscito il 29 Novembre in contemporanea in 8 città d’Italia tra cui Roma, Bologna e Cagliari.

Abbiamo intervistato uno dei collaboratori di Lercio, Vittorio Lattanzi ospite insieme al suo collega Sergio Marinelli alla libreria Feltrinelli di Macerata per la presentazione del libro.

Ciao Vittorio, chi sei e com’è iniziata la tua collaborazione con Lercio.
Sono uno degli unici due autori marchigiani di Lercio.it insieme a Sergio Marinelli, ironia della sorte entrambi di Porto Sant’Elpidio, la città più ‘lercia’ ed imprevedibile delle marche sporche (spero riusciate a vedere quello ci che vede Adam Kadmon!). Collaboro con Lercio sin dai primi vagiti, è stato amore a prima vista.

Cos’è Lercio?
E’ un free press on-line di fake news in cui mettiamo in pratica quell’esercizio intellettuale di parodia giornalistica, nel nostro caso di carattere assolutamente satirico, noto come Mock Journalism. Anche se non ho ancora capito esattamente cosa significhi.

Quando è nato e chi ha avuto la geniale idea di crearlo?
Lercio nasce nell’ottobre 2012 da un’intuizione del geniale Michele Incollu ed è composto da una grossa fetta del collettivo satirico Acido Lattico (attivo dal 2011 dopo la chiusura della palestra di Luttazzi da cui tutti proveniamo) di cui fanno parte 40 persone, tutte rigorosamente con disturbi bipolari.

Oltre la satira, avete un obiettivo che vi siete prefissati di raggiungere o portate avanti Lercio per puro divertimento?
Sono due gli obiettivi che perseguiamo, il primo è quello di raccogliere i fondi necessari per girare il primo film hard targato Lercio, un film rivoluzionario in cui per la prima volta saranno gli attori maschili a simulare l’orgasmo, mentre l’altro è il più ambizioso in assoluto nel nostro campo, quello di non annoiare i nostri lettori per molto altro tempo ancora. Nel momento in cui gli autori di Lercio smetteranno di portarlo avanti per puro divertimento ve ne accorgereste all’istante!

La satira secondo voi può essere un ottimo mezzo per far riflettere le persone su temi importanti di livello politico e sociale?
Diciamo che è il mezzo che abbiamo scelto, un mezzo nobile e paraculo allo stesso tempo, ed uno dei due aggettivi ci si addice perfettamente. Di sicuro Lercio in Italia ha fatto riflettere molta gente prima di credere, diffondere ed avvalorare una notizia assurda o peggio, notizie confezionate in maniera palesemente faziosa o peggio ancora dannose per la salute, ed ha innescato nei lettori un campanello di allarme che scatta in presenza proprio di forzature giornalistiche (proprio quando il giornalismo quasi coincide con la parodia di se stesso) simili a quelle che offriamo giornalmente.

Qual è il tuo articolo preferito in assoluto?
E’ un articolo della prima ora “Errore nel sistema operativo, RadioMaria passa i Megadeth”, del mattatore Andrea Bonechi, rilanciato persino da Repubblica XL e smentito poi dallo stesso direttore, dimostrando anche un’intelligente ironia. Ma dopo oltre 1000 articoli satirici pubblicati la tua domanda è profondamente ingiusta.

Un motivo per cui dovremmo comprare il vostro libro?
Perché rubarlo non sta bene.

Una dedica ai vostri affezionatissimi “lerci” di Macerata.
La mia stima per Macerata è in continua ascesa, mi è bastato incrociare i dati di importanti riviste come il Corriere Incontri e annunci lampo per scoprire che avete quintuplicato il numero di prostitute negli ultimi 3 anni grazie agli investimenti per i parcheggi, potete vantare fantasiose aggressioni ai controllori dei mezzi pubblici da far invidia a Bogotà e siete i primi nel mondo ad aver inventato i cassonetti differenziati per le mogli. Non posso non apprezzare i vostri sforzi per diventare la provincia più ‘lercia’ delle marche e questo riempie il cuore di gioia a me ed a tutta la redazione.

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