Burocrazia 3.0: il progetto Garanzia Giovani rischia di naufragare.

Brutte notizie per i tanti ragazzi e ragazze che, sperando in un futuro occupazionale decente e in uno stipendio di sostentamento, hanno presentato nell’ambito della Regione Marche la domanda per accedere al progetto “Garanzia Giovani” (Vedi. Via Libera del 28.05.14). Pochi o forse nessuno, fatta eccezione per i soliti “ben informati”, erano infatti a conoscenza di un fantomatico termine perentorio per presentare al Centro per l’Impiego la documentazione necessaria per l’avvio del percorso lavorativo presso l’ente prescelto, così come già stabilito all’interno del c.d. Patto di Attivazione.

Tale atto costituisce, in effetti, un vero e proprio accordo sottoscritto dal soggetto interessato e dall’ente incaricato dalla Regione, il Ciof, all’interno del quale vengono stabiliti i rispettivi impegni del Soggetto Attuatore (il Ciof) e del destinatario. Tra gli impegni del destinatario, si legge: “il destinatario si impegna a: 1. rispondere a tutte le convocazioni del soggetto attuatore; 2. comunicare tempestivamente eventuali cambiamenti dei propri dati anagrafici e qualsiasi variazione alla propria condizione occupazionale (…) che possa avere influenza sulle dichiarazioni rese ed allegate al presente Patto di attivazione”.

Alla luce di ciò, è comprensibile dunque lo stupore di quanti, recandosi direttamente presso gli Uffici del Ciof, hanno appreso casualmente di una scadenza non comunicata e nemmeno resa pubblica, né dalla Regione Marche né dal Ciof, per la presentazione dei documenti necessari ad avviare il Progetto. Una circolare regionale, emanata dal responsabile del Progetto “Garanzia Giovani”, dott. Antonio Secchi, avrebbe bloccato il Centro dell’Impiego dal ricevere ed accettare la documentazione pervenuta oltre la data del 30 novembre 2014, vale a dire domenica scorsa. Ora, non v’è chi non veda in tutto ciò una manovra strumentale per tentare di ridurre arbitrariamente il numero di borse da erogare.

Sono molti gli elementi stonati in tale vicenda, uno su tutti la mancata divulgazione della circolare: se si trattasse di un atto meramente interno all’amministrazione (come, del resto, dovrebbero essere le circolari) non potrebbe produrre alcun obbligo in capo ai soggetti esterni; se, invece, produce effetti nei confronti dei soggetti interessati, questi hanno diritto di essere informati nei tempi utili per adempiere all’onere posto a loro carico. Prima di scomodare le disposizioni di legge, è opportuno in questo caso appellarsi al buonsenso. Il termine perentorio avrebbe dovuto essere inserito direttamente nel “Patto di attivazione” tra gli impegni del destinatario o, perlomeno, reso pubblico in qualche modo. Nell’era della multimedialità, è davvero inaccettabile che un P.A. non abbia trovato il modo di informare i potenziali beneficiari degli oneri a loro carico, considerando anche le aspettative e le opportunità che un tale progetto crea per i giovani disoccupati ed inoccupati.

Non è chiaro, inoltre, il motivo per cui gli Uffici hanno opposto il rifiuto di ricevere la documentazione pervenuta in data 1 dicembre, ovvero il giorno successivo: se la scadenza stabilita cade in un giorno festivo (come in questo caso, domenica), è noto che la stessa viene prorogata di diritto al primo giorno feriale successivo. A meno che non si voglia credere ad un’organizzazione stakanovista degli uffici pubblici, è ovvio che nei giorni di chiusura nessuno riuscirebbe mai ad accedere ad un ufficio per depositare alcunchè!

A causa del “disguido”, molti giovani rischiano di vedersi preclusa la possibilità di accedere, di fatto, al progetto “Garanzia Giovani”, sebbene abbiamo adempiuto tutte le formalità burocratiche espressamente richieste. Si spera che la Regione, in collaborazione con il Ciof, predispongano gli strumenti adatti per correre ai ripari, visto che gli elementi sinora emersi fanno presumere un comportamento del tutto illegittimo degli enti coinvolti.

 

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