Il Merito che merita: Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi

di Simona Tiribelli

Merito, qualità e innovazione: sono queste le parole pronunciate dal Rettore dell’Università di Macerata all’indomani della consegna dei primi diplomi ai laureati della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi. La domanda probabilmente che molti si pongono è:

Che cos’è la Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi?

Si tratta di una Scuola di Eccellenza, nata nel 2008 con sede a Villa Cola, grazie al sostegno convinto dell’allora Rettore, il Prof. Roberto Sani e del Presidente Franco Gazzani della Fondazione Carima, per mettere al centro tre grandi temi: merito, qualità e innovazione.

In origine il Direttore, il Professor Luigi Lacchè, attuale Rettore dell’Università di Macerata, si pose l’obiettivo di creare una Scuola sul modello normalista, caratterizzata perciò da rigide regole in linea con quelle delle Scuole di Eccellenza italiane. In tal senso la Scuola è stata un primo laboratorio per sperimentare forme della didattica e della ricerca allora inedite per Macerata. Dieci allievi selezionati ogni anno dopo un difficile concorso teso a reclutare i migliori talenti interagiscono con un corpo docente formato in maggioranza da studiosi di grande prestigio provenienti dall’Italia e da tanti paesi stranieri.

A caratterizzare gli studenti della Scuola, scrive il Rettore nel suo blog, è l’impegno, l’intelligenza e l’entusiasmo nel sostenere un progetto che non concerne esclusivamente gli stessi allievi ma l’Università nella sua interezza. La Leopardi, infatti, rappresenta un’avanguardia e una vetrina per l’intero Ateneo grazie alla promozione di numerosi progetti interdisciplinari e internazionali, i quali consentono a studiosi e studenti dell’Università di Macerata di rappresentare l’Ateneo anche all’estero. L’internazionalizzazione è infatti uno dei punti cardine della Scuola. A dimostrazione di ciò ogni anno si svolge a Villa Cola un ciclo di seminari che favorisce la partecipazione straordinaria d’illustri professori provenienti da rinomate università (inter)nazionali. Proprio qualche giorno fa, infatti, la Scuola ha ospitato il primo incontro seminariale sul tema “Space and Time in Social Sciences and Humanities: Other Spaces and Other Times” del Prof. Ghulam Mustafa Khawaja, Professor of Historical Epistemology (Western), Indian Ethics and Kashmir Saivism della Jawaharlal Nehru University in New Delhi, India.

L’ambizioso progetto del Rettore, in origine “una scommessa”, oggi sembra essersi realizzato: grazie all’impegno degli stessi studenti, la Scuola, pur essendo di recente formazione è entrata a far parte attivamente della Rete delle nove Scuole d’Eccellenza italiane. Prova di tal successo è proprio il recente traguardo dei primi sei diplomati della Scuola: Tomasso Giri, Lucia Mariani, Chiara Grilli, Valeria Marchetti, Letizia Marini e Lucrezia Lorenzini, già laureati cum laude nei rispettivi corsi di studio, hanno brillantemente portato a termine anche il loro percorso all’interno della Scuola. Nei loro volti l’orgoglio di divenire esempi di tenacia e convinzione, sprone per tutti gli studenti e nel medesimo tempo, un velo di malinconia per la fine di un’esperienza formativa avvincente e soprattutto vissuta nella condivisione totale d’impegni, sacrifici e relativi successi.

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