Punk a Macerata – Intervista agli Obscene Revenge

 

Oggi abbiamo intervistato i componenti degli Obscene Revenge, una band emergente sulla scena Street Punk, formatasi in questi ultimi anni nell’ambiente maceratese. Dopo diversi concerti e partecipazioni a festival in Nord Italia e nel Centro, sono stati da poco contattati per suonare a un importante festival punk ad Atene, il “Vive le Punk rock”.
Come un po’ tutti nell’ambiente punk, anche agli Obscene Revenge piace riferirsi tra loro esclusivamente con i propri nomi d’arte:
Matteo Mogliani, conosciuto come “Teo Destruction” è il cantante,
“Papa” è Francesco Papa, il chitarrista,
“Sylvia Off  mess” è Silvia Offidani, bassista e
“Cè Still-fart” è Alessio Centioni, batterista.

1. Ciao ragazzi, ci raccontate un po’ la storia del vostro gruppo?

T: Ciao! Innanzi tutto abbiamo voluto formare gli Obscene Revenge durante la fine del Marzo di quest’anno. Per quanto riguarda la scelta del nome, abbiamo deciso di unire con la soluzione “Obscene revenge” parti dei nomi delle nostre band passate: “Obscene” deriva da una precendente band di cui facevamo parte io e il batterista, gli “Atti osceni”; “Revenge” invece deriva dai Total Revenge, l’ex band di cui faceva parte il nostro chitarrista.
Abbiamo tutti alle spalle una relativamente lunga carriera musicale, data la nostra età. Dobbiamo ammettere che ci sono state non poche difficoltà durante questi ultimi anni nel trovare la formazione giusta, ma speriamo che con gli Obscene revenge attuali riusciremo a raggiungere dei bei risultati.

2. A quale genere e soprattutto a quali gruppi fate riferimento per lo stile della band?

C: Il genere che prediligiamo è ovviamente quello Street punk anni ‘90 ma ci sentiamo ispirati anche dalla musica Punk rock in generale e da quella Hardcore anni ‘80. Logicamente ognuno di noi fa riferimento a diversi artisti, avendo ciascuno delle preferenze diverse. Ad ogni modo le band che sanno metterci tutti d’accordo sono: i Casualties primi fra tutti, i Virus, i Monster Squad, i District divided, A global threat e i Good Riddance. Anche se a prima vista possono sembrare band sconosciute a molti, sono parecchio conosciute e apprezzate nel nostro ambiente.

3: Parlateci del vostro primo disco, che è anche l’ultimo uscito di recente: “Rage for a revolt globe”. Com’è nata l’idea di incidere questo cd?

T: “Rage for a revolt globe” è nato in modo spontaneo. In base al proprio genere di riferimento, ognuno di noi ha proposto delle idee e dei pezzi che alla fine sono andati a comporre il nostro disco. Nei nostri testi inseriamo spesso temi sociali, sulla società contemporanea e sulla politica. Attraverso le nostre canzoni cerchiamo di far capire i problemi della società senza mezzi termini, con un senso critico e sociale. Un esempio potrebbe essere la nostra canzone “New controlled future”, che riassume come i ragazzi della società odierna siano sempre più influenzati dai social network, che diventando per loro l’unico modo di socializzazione, spesso rifuggono dal contatto diretto e reale con gli altri.
S: Le nostre canzoni sono per lo più in lingua inglese, anche per il fatto che siamo molto ascoltati all’estero. Nonostante tutto, nel nostro repertorio abbiamo anche pezzi in italiano come “Sciogli la lega”, che Cè scrisse con l’intento di criticare il fenomeno politico intorno alla Lega Nord, di cui all’epoca si parlava molto. Un’altra è invece “Alta tensione” dedicata a Carlo Giuliani, che riassume i fatti del 2001.

4. Come vedete la scena punk a Macerata? Trovate difficoltà ad esibirvi qui?

P: Troviamo molta difficoltà a suonare nella zona. Nella Marche in generale, così come a Macerata dobbiamo dire che la scena punk non è ancora molto sviluppata. Per quanto riguarda il nostro genere, inoltre è davvero difficile che ci chiamino a suonare nei locali: di solito gruppi come i nostri vengono chiamati a suonare più spesso nei centri sociali o nelle case occupate.
T: Purtroppo Macerata, così come anche il resto dell’Italia, è rimasta vittima delle tendenze del momento, e il nostro non è assolutamente il genere che va per la maggiore in questo periodo.
S: Nella provincia di Macerata e dintorni non ci sono molte band di rilievo del nostro genere o simili, alcuni sono o sono stati: i Res Nullis (punk da Macerata, attivi tra gli anni ‘90 e il 2005), i Bothers (trash metal da Macerata), i Workless Academy (punk rock da Recanati), i Dynasit (punk rock di Osimo), i Fusebets (punk rock da Trodica), gli Still Nervous (punk hardcore da Porto San Giorgio) e gli Humus (crust d-beat da Ancona).

5. Dove trovate più facilità nell’esibirvi?

S: Siamo stati chiamati spesso e volentieri a suonare in Abruzzo, in Puglia, a Roma e soprattutto a Bologna e nel Nord Italia. Di recente abbiamo partecipato a un festival a Bergamo e uno a Ravenna molto conosciuti nell’ambiente. Anche all’estero c’è parecchia richiesta, in futuro speriamo di poter suonare in Germania ad esempio, dove la scena punk è molto vivace.

6. Abbiamo saputo che di recente siete stati chiamati a suonare ad Atene. Come siete stati contattati?

T: “Vive le punk rock” è un evento che conoscevo già da tempo. Pochi giorni fa, mentre stavo condividendo questo evento su Facebook, alcuni responsabili del festival hanno visitato il mio profilo e quello della band. Dopo aver ascoltato qualche nostra canzone, hanno deciso di invitarci a suonare a questo loro festival ad Atene nel Febbraio 2015. Adesso siamo sulla locandina!
P: Non è la prima volta che ci chiamano a suonare all’estero. Tempo fa un gruppo street punk polacco, gli Auschwitz Rats ci avevano invitato per esibirci con loro in Polonia. Speriamo di poter finalmente accettare quest’invito e andare da loro il prossimo anno!

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