Mappatura luoghi abbandonati: intervista a Sottoradice

SottoRadice è un’associazione no-profit che opera a livello regionale per la difesa e la promozione del territorio, il recupero e il riutilizzo di spazi urbani dismessi e il continuo confronto con la diversità culturale. Inoltre  si batte e combatte nel territorio locale per la promozione e la creazione di eventi a basso impatto, in grado di offrire spazi di incontro per una riflessione critica sulle traiettorie prese dal consumo, le conseguenti minacce per l’ecosistema e le possibili soluzioni.
Nell’ultimo anno li abbiamo visti organizzatori e protagonisti di eventi quali: “Castello Dub” alla Rancia, “GuardacheAmbiente” rassegna di film sull’acqua bene primario al Cinema Italia a Macerata, “Vivi il Borgo” per la rivalutazione di Villa Potenza e il più recente e fulcro di quest’intervista  “Mappatura di luoghi abbandonati”.

 Villa La Quiete, Villa Lauri, la ex Parima, Lube showroom … sono solo alcuni dei siti mappati su www.sottoradice.it. Ci spiegate quale criterio avete adottato per intraprendere questa attività? Qual è l’obiettivo finale? 

L’idea della mappatura era in realtà in cantiere da molto tempo, ma siamo riusciti a realizzarla definitivamente solo con la pubblicazione del sito. Crediamo che il principale obiettivo della mappatura sia quello di rendere partecipi tutti i soggetti sociali interessati a un lavoro collettivo di catalogazione del “pubblico ludibrio”. Crediamo che queste parole ben rappresentino qualsiasi edificio abbandonato: il ludibrio è una derisione grave ed oltraggiosa, che assume la sua potenza in negativo quando viene esposto alla comunità, costretta dalla legge ad assistere inerme alle varie forme di inquinamento che l’abbandono porta con sé. Ovviamente, speriamo che questa riscoperta di architetture ed edifici abbandonati spinga le istituzioni a sviluppare un piano di recupero attraverso le molte associazioni presenti nel territorio. L’occupazione è comunque una possibilità e una manifestazione di dissenso che appoggiamo e che prenderemo in considerazione.

In Italia esistono circa 4 milioni di abitazioni abbandonate ed è incredibile vedere come i grandi immobiliaristi non si fermino neanche un secondo a rifletterci. Procedono a testa bassa lottizzando nuovi terreni e costruendo nuovi futili quartieri, spesso con materiali di scarsa qualità. Credete sia possibile arrestare questo processo?
Purtroppo la cementificazione è un processo complesso che affonda le radici nella storia e nella cultura economica di questo paese. Il rapporto Wwf con tanto di foto satellitari ci ha mostrato la devastazione che hanno subito le coste italiane negli ultimi 10 anni; in generale, il consumo di suolo non ha seguito l’urbanizzazione, segno evidente che la speculazione edilizia si è mossa in anticipo senza che venisse messo un freno. Speriamo che progetti come quello della mappatura riescano in parte a rendere le amministrazioni e i cittadini più consapevoli, e ad evitare che nei prossimi anni vengano commessi gli stessi errori…ma è difficile pensare che solo i movimenti dal basso riescano ad arrestare un processo di lunga durata.

Questo sabato 24 gennaio alla SOMS ci sarà il primo appuntamento con “L’ARTE DI CONVITARE #0 CENA DI PESCE”, che è parte di un ciclo di pranzi e cene sociali che ci accompagneranno per tutto il 2015 alla riscoperta della cucina e delle usanze del passato maceratese. Voi sostenete che rivalutare la “cucina dei nostri nonni” è un po’ come rivalutare quegli spazi pensati nel passato e oggi dismessi. Quanto c’è di vero in questa asserzione? La cena e la mappatura fanno parte dello stesso paniere di idee?

Crediamo che “rivalutare”, nonostante sia un termine spesso abusato, ben rappresenti il leitmotiv della nostra associazione: un edificio abbandonato, così come una ricetta poco conosciuta, possono essere recuperati, trasformati e resi disponibili nel presente, attraverso gli strumenti del presente. La volontà di riscoprire il passato non è guidata da una passione romantica per il concetto del “genuino cristallizzato”. Piuttosto, con il ciclo di eventi speriamo che i commensali escano sazi, dissetatati, e con qualche spunto di riflessione in più, e che magari sia l’inzio di una riflessione gastronomica più critica e cosciente. 

Cosa avete in mente per il futuro? Infine, spiegateci, chi e quanti siete ad occuparvi di Sottoradice.
Per tutto il 2015 porteremo avanti le 5 cene (la prima sabato prossimo alla soms, per scoprire la cucina marinara maceratese) e il progetto della mappatura, cercando di coinvolgere altre realtà associative e le amministrazioni per provare a prendere uno spazio in gestione. Per ora siamo una decina di persone, tutte originarie di macerata e provincia, tutti con interessi e formazioni diverse: architetti, amministratori, designer, pizzaioli, sociologi e giuristi. Vedremo cosa ci inventeremo in futuro.

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