#dallapartegiusta: la Grecia chiama, l’Italia risponde

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Quella del 25 gennaio è una data che, un giorno, potrebbe essere ricordata come lo spartiacque nella storia dell’Europa.

Le elezioni greche hanno lanciato un segnale chiaro ed inequivocabile: il nostro continente potrà avere un futuro politico soltanto se saprà trasformarsi in qualcosa di diverso da una maestra severa che infligge punizioni ai suoi allievi più o meno indisciplinati.

L’Europa sta morendo sotto i colpi dell’austerità inferti dalla Germania (supplente di una politica comunitaria di fatto inesistente), dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.

Ma la lotta alla troika, di per sé, non dice tutto. Nelle elezioni dello scorso giugno per il rinnovo del Parlamento europeo, il fronte anti europeista ha ottenuto un risultato da non sottovalutare. Ma la stampa, in quel raggruppamento, ha inserito un po’ tutti: da chi chiede l’uscita dalla moneta unica ed il ritorno alle valute nazionali (MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Front National) a chi, invece, chiede un’Europa “altra”, più giusta, che metta al centro i popoli, e non la finanza. Tra gli altri, si inseriscono in questo filone Podemos e Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras che è uscito vincitore dalle ultime elezioni greche.

I primissimi provvedimenti del governo ellenico sono significativi: stop alle privatizzazioni, reintegro dei dipendenti pubblici illegittimamente licenziati, elettricità gratuita per i 300.000 poveri a cui era stata tagliata ed aumento del salario minimo a 751,00 € netti.

Altrettanto significativa è stata la reazione di Bruxelles.

Risulta evidente, allora, come la Grecia stia combattendo una battaglia molto più importante di quello che possa apparentemente sembrare, una battaglia che non può lasciare indifferenti.

Per questo motivo, le giornate di mercoledì 11 e sabato 14 febbraio sono state dedicate a manifestazioni di solidarietà con il popolo greco che, puntualmente, da alcune settimane sta scendendo in piazza per sostenere Tsipras, la sua squadra di governo e le sue scelte.

Mercoledì pomeriggio, circa trenta persone si sono trovate in via Gramsci a Macerata per un presidio a sostegno del popolo greco.

Sabato, poi, è stata indetta una grande manifestazione nazionale a Roma, animata e popolata da circa ventimila persone.

Con l’occasione, è ripartito il dibattito sulla necessità di creare una nuova soggettività politica della sinistra italiana.

In piazza a Roma c’era tutto lo stato maggiore della frastagliata sinistra di casa nostra: da Sinistra Ecologia Libertà a Rifondazione Comunista, dai comitati de L’Altra Europa con Tsipras al mondo dell’associazionismo, fino ad arrivare alle tante ed ai tanti che, molto semplicemente, non rappresentano che se stessi ed attendono qualcosa di nuovo e diverso per mettersi in gioco.

Il cammino è iniziato: l’assemblea nazionale de L’Altra Europa con Tsipras e la conferenza programmatica di Sinistra Ecologia Libertà si sono chiuse riconoscendo l’urgenza di procedere in questa direzione.

Syriza – è bene ricordarlo – nasce nel 2004 come coalizione aperta di partiti di area socialista democratica, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti e organizzazioni eurocomuniste. Solo nel 2012 si arriva ad un partito unico, che celebra l’anno successivo il congresso fondativo.

Alexis Tsipras

Nichi Vendola, chiudendo Human Factor, ha lanciato la proposta di un coordinamento delle sinistre aperto a “compagni e compagne di tutte le compagnie in cui sia consentito che ciascuno tenga la propria tessera”.

È il primo passo che dovrebbe, oggi, unire quello che ieri si è diviso. Un passo, a mio avviso, positivo, che – senza voler celebrare (fin quasi a venerarle) le esperienze di altri paesi difficilmente esportabili – sembra strizzare l’occhio alle modalità con cui è nata Syriza.

Intervenendo ad un’iniziativa ad Ancona, Argiris Panagopoulos (corrispondente dalla Grecia de il Manifesto e membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza) ha ricordato come il modo migliore di dimostrare vicinanza e solidarietà al popolo ellenico sia quello di ricostruire la sinistra in Italia. Mettiamoci in cammino. Ce lo chiede la Grecia.

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