Maurizio Serafini: possiamo riprenderci l’Appennino

La personalità di Maurizio è una già di per sè materiale sufficiente per una biografia delle migliori, ma vorremmo condividere con voi quella che è la parte più geniale e concreta del suo lavoro, attraverso un resoconto delle attività con il sovracitato cornamusista dei Mortimer Mc Grave.

Mortimer al 6 Nazioni

 

Lo abbiamo incontrato appena reduce assieme a Luciano Monceri, l’altro socio dell’impresa culturale Arte  Nomade, dal concerto al terzo tempo di Irlanda-Italia del 6 Nazioni Rugby  (oltre 30 mila spettatori!) ma sono conosciuti ormai da anni per il festival  di Montelago, la cui prima edizione datata 2003, è oggi un evento  realizzato al 95% grazie all’autofinanziato dai partecipanti (15000 di  media all’anno) provenienti da tutta Italia e Europa, che con 34000 like su  facebook è il secondo più popolare d’Europa, ora ampliatosi di anno in anno sino a diventare un festival non solo musicale ma anche storico-culturale della tradizione celtica, sempre con un occhio rivolto alla sperimentazione, con due antenne, una a Milano una a Roma attraverso gli studi di Gianluca  Mendolara e Paolo Alessandrini oltre che al talent scouting di Michele  Serafini direttamente da Londra ed altre realtà europee.

Dall’ultima edizione è nata l’Accademia Celtica, che ha lo scopo di mettere in contatto gli amatori da tutta italia interessata ai vari strumenti della liuteria tradizionale celtica con insegnanti/liutieri professionisti che curano la formazione dei vari appassionati via internet e raduni mensili.

Montelago Celtic fest

La promozione della cultura celtica e dello stare insieme nella natura passa anche per un progetto di Consorzio dei festival celtici con le altre realtà di Venigallia, Dumeltica, Mutina Boica, Druidia e i fuochi di Taranis, mentre per quanto riguarda i contatti internazionali, è stato avviato quest’anno un gemellaggio col festival di Lorient, il primo d’europa.
E questo è solo il mondo del festival di Montelago!

Il lavoro di Maurizio passa infatti attraverso i concetti chiave della valorizzazione dell’entroterra ed il ruolo di operatore turistico e culturale dell’Appennino umbro-marchigiano. Come l’iniziativa del Festival dell’Appenino, ovvero una serie di appuntamenti tra Maggio e Luglio nella provincia Ascoli-Piceno sponsorizzati dalla stessa amministrazione provinciale che comprende spettacoli di danza, proiezioni, concerti ed altre arti all’interno di percorsi verdi percorribili a piedi tra paesini montani abbandonati e teatri naturali come grotte, foreste e addirittura laghi (con concerti su zattera!).

È presente poi sempre all’interno della festival dell’Appennino il Cammino francescano della Marca, dal 2 al 9 Aprile, realizzando nel 2015 l’ottocentenario dell’iniziale percorrenza del Santo nella sua predicazione verso le Marche meridionali, che unisce idealmente il santuario del poverello d’Assisi con il sepolcro di Sant’Emidio d’Ascoli in  175 km di strada montana da quest’anno segnalato in modo da rendenderlo percorribile in autonomia, come il famoso cammino di Santiago di Compostela e divenendo così una potenziale risorsa economica per le attività locali.

Partirà poi a maggio di quest’anno, all’interno delle attività culturali promosse dall’universo di Montelago, sei giorni di esplorazione dei siti storici e delle popolazioni celtiche d’Europa con la prima tappa in Galizia, che vede come guide d’eccezzione gli artisti Carlos Núñez e Mercedes Peón. Seguiranno poi la Cornovaglia, il Galles, le Asturie, la Bretannia e molti altri siti. Tutte queste iniziative sono centrante sull’idea del camminare lento, immergendosi per riappropiarsi del territorio e dei percorsi alternativi, senza la fretta delle quattro corsie.

“Tutto ciò ha il fine di fermare lo spopolamento dell’entroterra, causa una carenza di servizi infrastrutturali e una tassazione purtroppo uguale a quella delle aree maggiormente collegate: e questo vale da Montefeltro fino alla Basilicata e in pochi se ne rendono conto!” ci dice Maurizio.

Festival dell'Appenino

 

“Si deve capire come l’isolamento le ha rese una risorsa turistica da valorizzare attraverso la ricchezza naturale, da raggiungere con spettacoli e percorsi, ma sempre con il massimo rispetto. Montelago ad esempio è patrocinato da Legambiente, poiché cura la pulizia e la raccolta differenziata che penso solo ai raduni di Legambiente fanno meglio! Ed abbiamo scoperto da un reportage dal Consmari che i frequentatori sono straordinariamente più attenti degli abitanti della città”.

Il festival ha attirato poi aziende interessate a realizzare prodotti con il logo di Montelago e creando sinergia tra vari settori della nostra regione per un vero e proprio distretto culturale evoluto. Il Mastio ad esempio usa nomi celtici per una serie di birre una delle quali ha vinto un premio di livello europeo (la Lita). Ci sarà poi un Idromele a fermentazione naturale de Le Torri di Potenza Picena, e SocialFashion di Macerata aprirà una linea di abbigliamento ispirata ai temi e all’immaginario celtico.

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