‘Il cadere di Antigone’: festa d’arte e di denuncia al Teatro Rebis. Intervista ad Andrea Fazzini

“Il teatro di Villa Potenza è uno spazio privato, di proprietà dell’Associazione sportiva dilettantistica Helvia Recina di Macerata (ex Società di Mutuo Soccorso)”.

Domenica 22 Febbraio 2015 in numerosi si sono riuniti presso il teatro Rebis a Villa Potenza per protestare la decisione del Comune riguardo quella che per molti è risultata essere un’indegna assegnazione dello spazio del teatro.

1- Ciao Andrea, iniziamo parlando proprio della vicenda del Teatro Rebis in questo ultimo anno.

Salve, noi dell’associazione del Teatro Rebis gestiamo lo spazio del teatro dal 2004. Il nodo centrale della questione è questo: nel 2014 quando il Comune ha preso in locazione i locali del Teatro Rebis, ha deciso di stabilire un bando per l’assegnazione dello spazio, senza rivolgersi direttamente alla nostra Associazione, attiva all’interno del teatro da 10 anni. Secondo il primo bando, uscito nel Giugno 2014, si chiedeva un affitto pari a 500 euro mensili, oltre che alla copertura totale delle spese. Tale bando andò ad ogni modo deserto. Per il secondo bando (scaduto il 25 Ottobre scorso) avevamo già preannunciato la nostra partecipazione insieme ad altre 28 associazioni partner presentando con una somma simbolica pari a 1 euro mensile, in aggiunta ovviamente alla copertura delle spese. Come potrete immaginare il bando è stato vinto con una proposta economica più alta partita da una seconda associazione presentatasi: l’Associazione sportiva Helvia Recina 2000 Villa Potenza (Associazione dilettantistica di Volley femminile).Vorrei specificare che l’avviso del Comune uscito nel 2014 ci è risultato ad ogni modo ambiguo e abbiamo già inoltrato un reclamo amministrativo dettagliato presso il comune di Macerata allo scopo di ottenere l’annullamento dell’esito dell’avviso pubblico. Domenica abbiamo voluto leggere pubblicamente il bando, affinchè tutta la cittadinanza ne avrebbe potuto prendere coscienza.

2- Da chi nasce la protesta e chi ha reso possibile la festa di domenica?

Posso dire che questa protesta nasce proprio dalla solidarietà degli artisti – non solo della zona ma anche provenienti da varie parti dell’Italia – e in generale dalla cittadinanza di Villa Potenza e dintorni che sente fortemente tale questione e ha voluto manifestare insieme a noi in maniera molto plateale ed trasparente. Ad ogni modo voglio precisare che c’è già stato qualcosa di simile alla festa da noi organizzata: tempo fa si era creata una fiaccolata spontanea dedicata al nostro teatro proprio tra i cittadini. In questi ultimi tempi in molti mi avevano richiesto di organizzare una raccolta fondi e una vera e propria manifestazione. La mia intenzione non era però quella di mettere su una protesta “rancorosa”, ma di organizzare l’evento come una vera e propria festa culturale, a rappresentare l’essenza di ciò di cui ci occupiamo. Così abbiamo riunito molti artisti locali (circa una cinquantina) che si sono esibiti e hanno esposto le proprie opere liberamente durante la festa di domenica e sulle pareti del teatro. Con la nostra protesta vogliamo anche far capire all’amministrazione che il teatro non è qualcosa di nicchia, di adatto a pochi. Le attività legate allo spazio del nostro teatro hanno sempre spaziato in varie arti    (anche danza, giocoleria, cortometraggi ecc.) non soffermandosi unicamente sull’attività teatrale.

3- Perchè il “cadere di Antigone”?

L’Antigone è un simbolo importante non solo per chi si occupa di teatro, ma soprattutto per chi decide di protestare contro qualcosa che reputa ingiusto secondo le proprie leggi morali. Antigone nella tragedia sofoclea dopo la morte dei suoi fratelli, si era ribellata all’editto che vietava di seppellire i nemici . Si era opposta a una decisione che riteneva ingiusta, così come ci siamo proposti di fare anche noi.
“Il cadere dell’Antigone” però fa omaggio in particolare all’opera, a mio avviso fin troppo dimenticata così come il suo autore, di Magdalo Mussio dove viene rappresentata un’immagine importante: la caduta come un volo positivo, un’azione che si ripete all’infinito e non finisce mai.

4- Quali sono le vostre speranze per il futuro del teatro al momento?

Al momento speriamo che venga sospeso il procedimento in atto e che venga riscritto un bando più chiaro e senza ambiguità.
Durante gli ultimi anni abbiamo letteralmente vissuto in questo teatro. A nostro parere il bando del Comune è stato fatto senza tener conto di tutte le persone che gravitano all’interno del Teatro Rebis: le nostre attività sarebbero dovute essere attive fino a Maggio ad esempio e numerosi sono stati gli artisti e i collaboratori che hanno dedicato la maggior parte del proprio tempo al teatro. In tutta questa campagna non si è mai parlato del lavoro artistico e noi riteniamo che sia essenziale rispettare e valorizzare le competenze nell’ambito della cultura.
Per questo vorremmo che il nostro spazio diventi in futuro un vero “cantiere culturale”, una fucina per entrare in integrazione con altri spazi culturali di Macerata (come spero la sala interna dello Sferisterio o l’Ex mattatoio), sia che torni ad essere il “Teatro Rebis” o che venga assegnato ad altri. E’ essenziale comunque per noi che si preservi l’aspetto di sede culturale che attualmente il teatro ha. Riteniamo tra l’altro importante che il teatro possa restare in futuro disponibile per ospitare eventi e riunioni per la cittadinanza di Villa Potenza, continuando ad operare in sinergia anche con altre associazioni, come in questi anni ci siamo sempre occupati di fare.

Ci tengo a dire infine, che questo resta in fondo un lavoro pubblico, fatto più per la gente che per noi artisti. E’ per questo che è importante per noi tutti difendere il Teatro Rebis.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti, il Teatro Rebis vi invita a scrivere all’indirizzo: teatrorebis.comunicazioni@gmail.com

Per firmare la petizione online a sostegno del teatro.

 

 

 

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