La Modesta Proposta di Varoufakis-Galbraith in Italiano! Pt. 2

3. VINCOLI POLITICI ALLE SOLUZIONI

qui la prima parte.

Ogni soluzione alla crisi deve rispettare i reali limiti delle azioni politiche. Ecco perché i sistemi complessi dovrebbero essere evitati, ed è il motivo per cui necessitiamo di “modeste proposte”

quattro vincoli che l’Europa sta affrontando ora sono:
(a) la BCE non permette di monetizzare direttamente il debito sovrano.
– Non vi è garanzia della BCE sulle emissioni dei debiti degli Stati membri.
– La BCE non acquista titoli di Stato sul mercato primario.
– Nessun utilizzo da parte della BCE dell’EFSF-ESM per acquistare i titoli del debito sovrano sul mercato primario o secondario.

(b) il programma OMT della Banca Centrale Europea è stato tollerato poiché nessun titolo è stato finora acquistato. L’OMT è uno strumento politico che non connette la stabilità con la crescita, e prima o poi, verrà trovato carente.

(c) i paesi in surplus non consentono Eurobond garantiti mutualmente e singolarmente, ed i paesi in deficit opporranno resistenza alla perdita di sovranità richiestagli senza un’appropriata unione per il trasferimento federale che la Germania comprensibilmente rigetta.

(d) l’Europa non può attendere la federazione. Se la soluzione alla crisi dipende dalla federazione, l’Eurozona fallirà prima.

I cambiamenti ai trattati necessari per creare un’appropriata Tesoreria Europea, con poteri di tassazione, spesa e capace di fornire prestito, non possono e non devono avere priorità rispetto alla soluzione della crisi.

La prossima sezione preesenta quattro proposte che tengono in considerazione questi vincoli.

Keeptalkinggreece.com

Policy 1 –

Programma Bancario caso-per-caso (CCBP).

Per ora, noi proponiamo che le banche che necessitano ricapitalizzazione dal MES siano assegnate direttamente al MES – invece di obbligare i governi nazionali a prendere in prestito per conto delle banche. Le banche di Cipro, Grecia e Spagna sarebbero probabilmente comprese in questa proposta. Il MES, e non il governo nazionale, ristrutturerebbe, ricapitalizzerebbe e salverebbe le banche in fallimento dedicando la maggior parte della sua capacità di finanziamento a questo obiettivo.

Alla fine l’Eurozona deve diventare un’area bancaria unica con un’unica autorità bancaria. Ma questo obiettivo è diventato il nemico della buona politica attuale. Al Summit Europeo di giugno 2012 la ricapitalizzazione diretta delle banche fu avallata in principio, ma fu condizionata alla formazione di un Unione Bancaria. Da allora le difficoltà di legislazione, progettazione ed implementazione dell’Unione Bancaria hanno significato ritardi e tentennamenti. Un anno dopo quella importante decisione, l’abbraccio mortale tra sistemi bancari nazionali insolventi e Stati membri insolventi continua.

Ad oggi la filosofia dominante dell’UE rimane che l’Unione Bancaria deve essere portata a termine prima che il MES ricapitalizzi le banche. E quando ciò sarà completo, il contributo del MES sarà parziale e verrà solamente dopo un bail-in dei depositari nei paesi della periferia stressati dalla pressione fiscale. In questo modo la crisi bancaria o non sarà mai risolta, o sarà ritardata di anni, rischiando così una nuova implosione finanziaria.

La nostra proposta sostiene che un governo nazionale debba avere l’opzione di far valere il suo diritto di supervisionare e salvare una banca in fallimento. Le quote equivalenti al capitale necessario passerebbero al MES, e la BCE e il MES eleggerebbero un nuovo CDA. Il nuovo CDA effettuerebbe un completa revisione della posizione della banca e consiglierebbe a BCE-MES un percorso di risanamento per la stessa.

Tale risanamento potrebbe prevedere fusioni, ridimensionamenti, persino una completa chiusura della banca, con la comprensione che i passi saranno effettuati al fine di evitare, innanzitutto, un “haircut” dei depositi. Una volta che la banca è stata ristrutturata e ricapitalizzata, il MES potrà vendere le sue quote e recuperare i costi.

Questa proposta può essere implementata oggi, senza un Unione Bancaria e senza il cambiamento di alcun trattato. L’esperienza che la BCE e il MES acquisiranno da questo processo caso-per-caso aiuterà l’affinamento della formazione di una Unione Bancaria una volta che la crisi attuale sarà passata.

Policy 2 –

Programma di Conversione Limitata del Debito (LDCP).

Il trattato di Maastricht permette ad ogni Stato membro europeo di emettere il proprio debito sovrano fino al 60% del PIL. Dalla crisi del 2008, la maggior parte degli stati membri dell’Eurozona hanno superato questo limite. Noi proponiamo che la BCE offra agli stati l’opportunità di una conversione del debito per la quota di Debito Coerente al trattato di Maastricht (DCM) mentre le quote nazionali del debito convertito continuerebbero ad essere onorate separatamente da ogni Stato membro.

La BCE, fedele all’obbligo di non-monetizzazione (si veda punto (a) sopra), non dovrebbe mirare a comprare o garantire il debito DCM sovrano direttamente o indirettamente. Invece essa avrebbe il ruolo di intermediario, mediando tra investitori e stati membri. In effetti la BCE orchestrerebbe una conversione fornendo prestiti al DCM, con l’obiettivo di riscattare le obbligazioni in scadenza. Il servizio di prestito e conversione funzionerebbe come di seguito. Il rifinanziamento del DCM, ora costituito da BCE-bonds, sarebbero di proprietà degli stati membri ma a tassi di interesse posti dalla BCE giusto al di sopra dei rendimenti dei suoi titoli.

Le quote di debito nazionale convertite in BCE-bonds sono tenute da essa in conti di debito. Esse non possono essere usate come garanzia per crediti o strumenti derivati. Gli Stati membri si impegneranno a riscattare pienamente i titoli a scadenza, se i titolari optano per questa strada piuttosto che estenderli a prezzo più basso, dato che tassi più affidabili sarebbero garantiti dalla BCE.

I governi che desiderano partecipare al programma possono farlo sulla base della Cooperazione Allargata, che necessita di almeno nove Stati membri aderenti. Coloro che non scelgono questa opzione possono mantenere i loro bond persino per il loro debito DCM. Per salvaguardare la credibilità di tale conversione, e per fornire uno stop ai BCE-bond che non hanno bisogno di monetizzazione, gli stati membri si accordano nell’assegnare ai loro conti di debito lo status di super-seniority, e il servizio di prestito e conversione della BCE può essere assicurato dal MES, utilizzando solamente una piccola parte della sua (del MES ndt) capacità di prestito.

Se uno stato membro incappa in un default disordinato prima che un BCE-bond emesso per lui sia maturato, allora il pagamento del BCE-bond  verrà coperto dall’assicurazione fornita o acquistata dal MES.

Perché non continuare con l’OMT (Outright Monetary Operations) della BCE?

La BCE è riuscita a domare gli spread sui tassi di interesse annunciando il suo programma OMT. L’ OMT era concepito come un supporto illimitato ai titoli sotto stress dell’Euroarea – Italia e Spagna in particolare – così da fermare il contagio e salvare l’Euro dal collasso. Comunque, le pressioni politiche e istituzionali hanno fatto sì che la minaccia verso i rivenditori di titoli, che era implicita nell’annuncio OMT, dovesse essere diluita con un programma condizionale. La condizionalità coinvolge la supervisione della Troika (Istituzioni, nda) sui governi che devono essere aiutati con l’OMT, i quali sono obbligati a firmare un memorandum di intesa draconiano prima che l’OMT prenda il via. Il problema non è solamente che questo di per sé non fa niente per affrontare il tema della stabilità e crescita, ma anche che i governi di Spagna e Italia non sopravvivrebbero se firmassero un tale memorandum di intesa, e quindi non lo hanno fatto.

Perciò il successo dell’OMT nel placare i mercati è basato su una minaccia non credibile. Fin qui, non un solo titolo è stato acquistato. Questo costituisce un invito aperto ai rivenditori di titoli a testare il salvataggio della BCE nei momenti a loro discrezione. E’ una soluzione temporanea che smetterà di funzionare  quando la situazione sarà compromessa dai rivenditori di titoli. Questo potrebbe accadere quando la volatilità tornerà sui mercati di titoli una volta che la FED o la BoJ inizieranno a tagliare i loro programmi QE.

terza parte settimana prossima! Stay tuned.
fonte: www.memmt.info

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