La Repubblica: ennesima vittima di Lercio

Che il sito di satira più famoso d’Italia, Lercio, avesse ormai ingannato molte persone con le sue notizie fake era ormai risaputo.Ma che potesse ingannare anche la redazione della Repubblica era pressocchè inimmaginabile.

Infatti è proprio quello che è successo qualche tempo fa, alla luce dell’ennesima violenza dell’Isis sfociata stavolta con la decapitazione del poliziotto iracheno Raad Ali Jassim il quale, nelle foto precedenti alla morte, indossava la maglia del Napoli Calcio.

Poichè l’Isis minacciò l’Italia più volte dichiarando di trovarsi al Sud, grande fu la paura della popolazione partenopea alla visione di quest’immagine macabra in cui era nitido l’emblema di Napoli.

 

Ma a calmare le acque venne Mario Basile, giornalista di Repubblica il quale, con un articolo rassicurante, scrisse candidamente che “…non si tratta di un ulteriore messaggio intimidatorio diretto al nostro Paese. Solo un caso, dunque, che la vittima indossasse la maglia del Napoli, particolare probabilmente dovuto al fatto che in quelle zone lavorano diverse associazioni umanitarie, tra cui la Onlus Dribbla la Povertà, che distribuiscono le divise delle squadre più famose al mondo”.

 

Abbastanza tranquillizzante. Peccato che la Onlus in questione è stata inventata di sana pianta da Vittorio Lattanzi, uno degli autori di Lercio,con un articolo del 19 Gennaio in cui c’è la divertente intervista al fantomatico Giacomo Nellavalle, coordinatore generale responsabile per l’Italia della Onlus in questione, il quale afferma il modus operandi dell’associazione affermando che “Noi insegniamo ai ragazzi la mentalità dei campioni e loro imparano a non farsi incastrare mettendo su famiglia ma a sciupare donne a vagonate, prendendo però ogni tipo di precauzione; non a caso diffondiamo modelli di vita come Vieri, Inzaghi o Cristiano Ronaldo”.


 

La puzza di fake era abbastanza percepibile anche perchè il punto chiave dell’articolo di Lattanzi riguarda il problema dell’eccessiva crescita demografica della popolazione, topic estremamente chiaro e ricorrente che però il distratto giornalista della Repubblica non ha saputo cogliere, attirando su di sè una valanga di critiche e incredulità.

 

Anche Beppe Grillo, al posto di farsi una risata, ha immediatamente preso la palla al balzo, rilanciando sul suo blog l’hashtag #ioNonLeggoRepubblica e accusandola di utilizzare Lercio come fonte.

 

Una storia incredibile, dunque, in cui il giornalismo italiano ne esce deriso e in cui, dietro la risata per la cantonata presa da una così importante testata giornalistica, ci si chiede amaramente se quasi quasi al giorno d’oggi non siano più attendibili le notizie dei nostri cari amici di Lercio.

 

 

 

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