La Modesta Proposta di Varoufakis-Galbraith in Italiano! Pt. 4 Conclusione

Politica n°4. PROGRAMMA DI SOLIDARIETA’ PER L’EMERGENZA SOCIALE (PSES)

qui la terza parte.

Suggeriamo che l’Europa intraprenda immediatamente un Programma di Solidarietà per l’Emergenza Sociale al fine di garantire l’accesso alla giusta nutrizione e al fabbisogno energetico per tutti gli europei, attraverso un Programma di Buoni Spesa Europeo modellato sul suo equivalente statunitense ed un Programma per il Fabbisogno Minimo Europeo. Tali programmi sarebbero finanziati dalla Commissione Europea usando gli interessi accumulati all’interno del sistema europeo delle banche centrali, ovvero gli squilibri del TARGET2, profitti realizzati dalle transazioni di titoli di Stato ed altre o dall’imposta di bollo sui bilanci che l’UE sta attualmente esaminando.

Ragioni

L’Europa sta affrontando la peggiore crisi umanitaria e sociale dal 1940. Negli Stati membri come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo ma anche in altre parti dell’Eurozona, inclusi i paesi del centro, i beni di prima necessità non sono alla portata di tutti. Questo è vero particolarmente per gli anziani, i disoccupati, i bambini di alcune scuole, i disabili ed i senza-tetto. Vi è un evidente imperativo morale ad agire per risolvere queste necessità. Inoltre, l’Europa sta andando incontro a un pericolo reale di estremismo, razzismo, xenophobia ed anche un palese riemergere del Nazismo: in particolare in paesi come la Grecia che hanno sopportato un impatto maggiore della crisi. Mai prima d’ora così tanti Europei hanno avuto una stima così bassa verso le istituzioni dell’Unione. La crisi umanitaria e sociale si sta rapidamente trasformando in una questione di legittimazione dell’Unione Europea.

Motivazione dell’utilizzo fondi del TARGET2

TARGET2 è il nome tecnico per il sistema di contabilità interno dei flussi monetari tra le banche centrali che costituiscono il Sistema Europeo delle Banche Centrali. In un Eurozona ben equilibrata, dove i deficit commerciali dei vari Stati membri sono finanziati da un afflusso di capitali netti verso gli stessi, le passività della banca centrale dello Stato membro verso altre banche centrali di altri paesi sarebbe equivalente alle sue attività.

 

Tale bilanciamento del flusso commerciale e di capitale renderebbe il TARGET2 un grafico zero per tutti gli Stati.

E così era, più o meno, il caso generale dell’Eurozona prima della crisi. Ad ogni modo, la crisi ha causato i principali squilibri che si sono riflessi ben presto nell’enorme sbilanciamento del TARGET2.

Appena gli afflussi di capitali alla periferia si sono prosciugati, e gli stessi hanno cominciato ad affluire nella direzione opposta, le banche centrali dei paesi periferici hanno cominciato ad ammassare enormi passività nette e lo stesso ammontare si accumulava come attività per le banche centrali dei paesi in surplus.

Il progetto Eurozona ha tentato di costruire disincentivi interni al sistema di pagamenti in tempo reale dell’Eurosistema, così come ha tentato di prevenire l’accumularsi di ampie passività da una parte e corrispettive attività dall’altra. Questo ha preso forma nel tasso di interesse sulle passività nette di ogni banca centrale nazionale, equivalente al tasso di rifinanziamento principale della BCE.

Tali pagamenti sono distribuiti alle banche centrali degli Stati membri in surplus, che li passano alle rispettive tesorerie di governo.

Dunque l’Eurozona è stata costruita sull’assunto che gli squilibri del TARGET2 fossero isolati, eventi idiosincratici, da correggere nell’ambito della politica nazionale, senza prendere in considerazione la possibilità che ci potessero essere asimmetrie strutturali di base e crisi sistemiche. Al giorno d’oggi, l’ampio squilibrio nel TARGET2 è un evidenza monetaria della crisi, tracciando il percorso delle conseguenze umane e sociali del disastro che ha colpito principalmente le aree in deficit. L’incremento dell’interesse nel TARGET2 non sarebbe mai dovuto apparire se la crisi non si fosse verificata. Si accumulano solo perché, per un periodo, i depositanti di Grecia e Spagna si sono rifiutati di rischiare, e piuttosto ragionevolmente hanno trasferito i loro risparmi alle banche di Francoforte.

Di conseguenza, sottostando alle regole del TARGET2, le banche centrali di Spagna e Grecia hanno dovuto pagare interessi alla Bundesbank, passati poi al Governo Federale di Berlino.

Questi stimoli fiscali indiretti ai paesi in surplus sono immotivati ed immorali. Di nuovo, i fondi sono lì, e potrebbero essere usati per deviare i pericoli sociali e politici che l’Europa sta affrontando. È un fatto evidente che si debbano canalizzare gli interessi raccolti dalle banche centrali degli stati membri in deficit verso un fondo atto a finanziare la nostra proposta di Programma di Solidarietà per l’Emergenza Sociale (PSES). Inoltre, se l’UE introduce una tassa sulle transazioni finanziarie, o un imposta di bollo progressiva nei bilanci delle imprese, esse rappresenteranno casi di introiti analoghi per finanziare il PSES. Con questa proposta, facciamo sì che il PSES non sia finanziato da trasferimenti fiscali o tasse nazionali.

5. CONCLUSIONE: quattro proposte realistiche per rimpiazzare cinque scelte fallaci

ilcapone.it

Anni di crisi sono culminati nella perdita del dinamismo europeo agli occhi del mondo intero e la legittimazione dell’Unione agli occhi degli europei.  L’Europa è in necessariamente tornata in recessione. Mentre il mercato dei titoli è stato placato dalle azioni della BCE nell’estate del 2012, l’Eurozona rimane sulla via per la disintegrazione.

Nel mentre che questo processo erode il potenziale di prosperità condiviso dagli europei, i governi sono imprigionati in scelte fallaci:

–          Tra stabilità e crescita

–          Austerità e stimolo

–          Tra l’abbraccio mortale di banche insolventi e degli stessi governi in bancarotta, e un ammirabile ma indefinita e procrastinata Unione bancaria.

–          Tra il principio della perfetta separazione dei debiti nazionali e il supposto bisogno dei paesi in surplus di salvare il resto degli Stati

–          Tra sovranità nazionale e federalismo
la falsa dualità di queste scelte ingabbia il pensiero, immobilizza i governi: li rende responsabili di una crisi della legittimazione del progetto europeo, rischiando una catastrofe umana, sociale e democratica.

Diversamente la Modesta Proposta controbatte che:

–          La reale scelta è tra una deflazione per derubare il mio vicino e una ripresa guidata dagli investimenti combinata alla stabilità sociale. La ripresa per investimenti sarà finanziata dal capitale internazionale, fornita principalmente da fondi sovrani e fondi pensione che ricercano vantaggiosi investimenti a lungo termine. La stabilità sociale sarà finanziata inizialmente, attraverso lo schema di pagamenti Target2.

–          I contribuenti tedeschi e delle altre nazioni mercantiliste non avranno bisogno di impegnarsi nei salvataggi del 2020 European Economic Recovery Programme, nella ristrutturazione del debito sovrano, nella risoluzione della crisi bancaria o in un programma di emergenza umanitaria tanto necessario ed urgente nell’Europa periferica.

–          Neanche una politica monetaria espansiva o uno stimolo fiscale della Germania e degli altri, nonostante sarebbe ben accetto, sarà sufficiente a riportare la ripresa in Europa.

–          Modifiche ai trattati per una vera Unione federale potrebbero essere ispirati in qualche modo, ma ciò richiederebbe troppo tempo e sono opposte da molti, ma ultimo non per importanza: non sono necessari per risolvere la crisi ora.
su queste basi le quattro politiche della Modesta Proposta sono una svolta concreta col quale affrontare in modo decisivo la crisi europea delle banche, del debito, del disinvestimento, della disoccupazione cosi come l’emergenza umana, sociale e politica.

La versione 4.0 della Modesta Proposta offre risposte immediate sulle questioni riguardanti la credibilità delle politiche della BCE e dell’OMT, bypassa l’Unione bancaria, finanzia le piccole e medie imprese, l’energia rinnovabile, l’alta tecnologia delle start-up della periferia ed i bisogni umani di base ora alla mercé della crisi.

 

Non è noto quanti nodi Alessandro il Grande abbia dovuto tagliare per sciogliere il Nodo Gordiano. Ma con quattro nodi, l’Europa potrebbe tagliare la matassa del debito e del deficit che la legano.

Sul piano politico le proposte costituiscono un processo decentralizzato di europeizzazione, contrapposto all’autoritarismo federazionale estromesso fin ora all’elettorato europeo, che non ha nessuna possibilità di essere sostenuto da quest’ultimo poiché non ha garantito più alti livelli di occupazione e benessere

 

Dunque proponiamo che quattro ambiti dell’attività economia siano europeizzati: le banche che necessitano di iniezioni di capitale da parte del MES, la gestione del debito sovrano, il riciclo del risparmio europeo e globale in attività d’investimento produttive sociali e un immediato finanziamento di un programma sociale d’emergenza.

Le nostre proposte di europeizzazione del prestito per gli investimenti necessita di un ampio accordo di sussidiarietà, coerente con maggiore sovranità per gli Stati membri piuttosto che una struttura federale, ed è compatibile coi principi di riduzione degli eccessi di debito nazionale una volta che le banche, il debito e il flusso di investimenti sarà europeizzato senza bisogno di garanzie nazionali e trasferimenti fiscali.

Nonostante contenga uno spettro ampio, la Modesta Proposta non suggerisce nuove istituzioni e non mira a ridisegnare l’Eurozona. Non necessita di nuove regole, fiscal compact o troike. Non richiede accordi a priori per muovere nella direzione del federalismo ma ì potenzia la cooperazione anziché imporre austerità.

Tale è il senso di questa proposta, dunque, modesta.

 

Fonte:
www.memmt.info

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *