Lauretta Micozzi in Erasmus a Santiago de Compostela

Santiago de Compostela, capoluogo della Galizia, è conosciuta in tutto il mondo per essere un’importate meta di pellegrinaggio, approdo finale del famossissimo camino de Santiago. Ma com’è viverci da studente? Ce lo racconta Lauretta Micozzi, studentessa di scienze dell’educazione.

Cara Lauretta. Scendiamo subito nel vivo della questione: qualche difetto di questa città?

Di getto direi la pioggia (24 ore su 24 sono tante); però si supera abituandosi, e da difetto passa a caratteristica.

Come sei giunta alla scelta di partire?

Mi piaceva mettermi alla prova . Tra l’altro Santiago non era la meta principale. Era al secondo posto, al primo c’era Barcellona.

Come te la sei cavata con la lingua?  Hai avuto qualche difficoltà?

Con la lingua ho avuto poche difficoltà , perché sono positiva di natura e poi perché comunicare con gli spagnoli non è poi così complicato.

Raccontaci cosa è successo subito dopo che sei arrivata, nei primi giorni dell’avventura. Come è stato l’impatto iniziale con questa nuova realtà? Quali sono state le prime impressioni?

Avevo già visitato Santiago nel 2011 in occasione del mio “inizio cammino” (da terminare) e ritornarci è stato emozionante ed eccitante allo stesso tempo. I primi giorni sono stati abbastanza intensi : dovevo cercare di capire come muovermi!! Per fortuna non ho incontrato grandi difficoltà grazie anche alla disponibilità del personale dell’università e ad alcune dritte datemi da una ragazza durante l’incontro organizzato dal C.R.I. di Macerata prima della partenza. Forse l’unica difficoltà è stata che non riuscivo a trovare un appartamento da dividere con altri, ma poi con l’ESN ho trovato la casa e tre amici, una messicana, un colombiano e una turca.

Parlaci della tua università: è molto diversa da quella italiana? Ci si abitua facilmente al loro metodo di studio? Hai avuto dei privilegi per il fatto di essere uno studente erasmus?

Considerando che l’università di Santiago è tra le più importanti della Spagna e la prima in Galizia, é organizzata  molto bene, non ho mai avuto imprevisti, i professori sono molto disponibili, anche il sito è utilissimo. Non so , magari stando all’estero vedi tutto con occhi diversi e ti sembra sia tutto migliore, però in effetti mi sono abituata quasi subito ai loro ritmi. Le lezioni sono molto brevi, quindi riesci ad essere sempre concentrata e difficilmente ti distrai.  Alle lezioni teoriche vengono affiancate lezioni di pratica che aiutano molto a familiarizzare la materia  e questo è molto utile per l’esame finale. Un neo dell’Università è che  le lezioni si svolgono in gallego, lingua ufficiale della Galizia e prendere appunti è stato veramente complicato. Altro impedimento dell’università di Santiago, e della Spagna in generale, è che non esistono più appelli come da noi per sostenere un esame. C’è solo un appello a gennaio e uno nella sessione estiva. Quindi, direi che è indispensabile studiare molto. Per il fatto di essere erasmus io personalmente non ho avuto alcun privilegio ma credo sia stato per tutti così; i professori sono molto esigenti. Ho frequentato tre facoltà (psicologia, pedagogia e magisterio) e non ho notato differenze enormi tra una e l’altra. Solo a psicologia il professore parlava spagnolo e non era molto d’accordo sul fatto che le lezioni si tenessero in gallego.

Hai fatto qualche viaggio? Se si dove?

Sinceramente avrei voluto viaggiare di più, ma frequentare  e studiare mi impegnava moltissimo. Comunque, grazie al ESN ho potuto visitare una tra le isole più belle del mondo, Isla Cies, Oporto (Portogallo) e Finisterre.

Perché gli studenti che stanno pensando di partecipare al bando erasmus dovrebbero includere Santiago tra le mete selezionate?

Perché Santiago è magica e lo capisci solo vivendoci. Sinceramente non so se dipenda dalla Cattedrale o dal cammino, ma si respira un’atmosfera particolare. Nonostante la pioggia vivere a Santiago è magnifico. Un pezzettino del mio cuore è rimasto lì e spero di recuperarlo con l’erasmus placement!

Cosa ti ha lasciato l’esperienza Erasmus?

Mi ha aperto gli occhi su tante cose, ho conosciuto ragazzi di tutto il mondo, mi ha permesso di capire meglio me stessa. E’ un’esperienza indimenticabile, difficile da descrivere, ma è in grado di cambiarti e te ne accordi quando rientri nella tua realtà. Certo è che dopo il periodo l’erasmus arriva il momento “depressione” di cui parlano tutti e a cui non volevo credere. Ha colpito anche me. Ma ne vale la pena! Consiglio a tutti di vivere un’esperienza Erasmus.

Come si arriva a Santiago:

Bergamo diretto o Bologna-Barcellona-Santiago , sempre con Ryanair.

 

Studente: Lauretta Micozzi

facoltà: Scienze dell’educazione

città: Santiago de Compostela

periodo di permanenza: 4/09/2013 – 7/7/2014

 

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