Intervista a Lorenzo Vargas

Abbiamo intervistato il ventiquattrenne Lorenzo Vargas, autore di “Pierre non esiste”, romanzo recentemente edito dalla Bompiani. Alcuni di noi lo conosceranno per la sua partecipazione a Masterpiece, talent dedicato ad aspiranti scrittori andato in onda un anno fa su Rai 3. Giovedì 7 Maggio dalle ore 19 Lorenzo sarà a Macerata per la presentazione ufficiale del suo libro presso la Galleria Antichi forni per Macerata racconta. Siete tutti invitati a partecipare!

Ciao Lorenzo, dicci, come e quando hai iniziato a scrivere?
Ciao! Allora, la mia prima esperienza, quella più significativa che ho avuto con la scrittura è stata in prima o seconda media. All’epoca il mio rendimento in italiano era pessimo. La svolta avvenne quando una mattina, durante una lezione di matematica, ho iniziato a scrivere inventando delle storie, più per noia che per altro. Da quel giorno tutte le mie produzioni in italiano sono passate da più che sufficiente a “distinto/ottimo”. Non ho più smesso di scrivere da allora!

Quindi come mai ti sei iscritto a Giurisprudenza?
Fateci caso: moltissimi autori, sia presenti che passati, erano laureati oppure facevano lavori che di base concernevano tutt’ altro che la scrittura (Svevo ad esempio lavorava in banca). La maggior parte di queste persone avevano in realtà come unica aspirazione quella di scrivere, ma alla fine erano tutti più o meno costretti a dover cercare un “ripiego” che fosse nell’ immediato più redditizio. Vedevo che anche la mia famiglia voleva che mi concentrassi più sull’università che su altre cose.

Come sei venuto a conoscenza di Masterpiece e cosa ha rappresentato per te inizialmente il programma?
Masterpiece è stato un meraviglioso cane a tre teste. E’ iniziato tutto così: un giorno mia nonna viene a conoscenza di questo nuovo programma e mi indica la domanda per partecipare. Non la prendo per niente seriamente e la compilo rispondendo totalmente a caso. C’è da dire che erano tutte domande che si applicavano più a persone tra i 30 e i 40 anni (è quella l’età in cui in genere si pubblica) piuttosto che a ventenni come me! Per fare un esempio, alla domanda “Qual è stato il tuo più grande rimpianto?” risposi “Ho 20 anni, che rimpianto posso avere?”

So che inizialmente hai provato a pubblicare il tuo libro autonomamente…
Sì, quando ho compilato la domanda di Masterpiece ero molto occupato con questo crowdfunding (raccolta di fondi online) che, nel caso in cui fosse andato a buon fine, mi avrebbe permesso di pubblicare il libro senza nessuna casa editrice alle spalle! Il crowdfunding andò effettivamente in porto e mi stavo già preparando a distribuire il libro. Poi, in modo del tutto inaspettato, arrivò una chiamata dalla produzione della Fremantle (la casa che produceva Masterpiece) che mi comunicava di andare al provino a Roma. Credo che mi ricorderò per sempre il giorno del provino: era Agosto e grandinava. Forse era un presagio…

In generale come hai vissuto l’esperienza in tv?
È stata strana. Era fatto tutto come se fossi sotto le armi. Se leggi alcuni resoconti di guerra ti dicono che la guerra sono 5 secondi di morte e distruzione e poi giorni e giorni di attesa, di niente insomma. È stato esattamente così. In certi momenti non facevamo nulla, poi c’erano queste 2 ore di riprese continue e estenuanti con le telecamere in testa.
Al livello umano però mi sono trovato veramente bene non solo con gli altri concorrenti, ma in generale con tutta la troupe, che a quanto mi hanno detto, era molto piccola per la media di programmi del genere.Tra di noi ci siamo divertiti molto e la sera ci ritrovavamo spesso a fare festa tutti insieme.

Parliamo del tuo romanzo: “Pierre non esiste”. Durante la tua ultima presentazione ho notato che non ti piace parlare in maniera troppo approfondita della trama proprio per non “spoilerare” la storia e mantenere l’effetto sorpresa a chi vorrebbe leggerlo. Per quanto riguarda le atmosfere del tuo libro, proprio sul retro del romanzo troviamo scritto: “Pierre non esiste è un romanzo visionario che trasporta Orwell nelle atmosfere di Shutter island, un viaggio nei labirinti della mente, alla ricerca di una verità che non è mai come appare”. Come ce lo spiegheresti?
Se dovessi descrivere in poche parole quelle che sono le atmosfere del libro direi che si tratta di realtà grigie semi-distopiche di “posti dove non c’è mai il sole”. Quella che ne è venuta fuori risulta una distopia molto orwelliana in effetti, o almeno questo è ciò che ci appare nei primi capitoli del libro.
Ciò che caratterizza il romanzo è che riesce a mutare continuamente man mano che si va avanti con la trama. Da distopia qual è inizialmente, il genere inizia a cambiare e la dittatura del terrore che domina la città di cui si parla nelle prime pagine, tende a restare sempre più sullo sfondo. C’è un imprevisto e grazie ad esso si riesce ad arrivare al vero punto della situazione. Nella maggior parte del libro la vera “ambientazione” diventa così la mente di Pierre e l’oggetto della storia tutte le sue allucinazioni.

Che messaggio vorresti dare con il tuo libro?
Nel mio libro vengono affrontati una miriade di temi e quindi anche di messaggi (non so veramente come ho fatto a farli stare in 180 pagine).
Ad ogni modo il messaggio semplice, il primo di tutti che il romanzo vuole dare consiste nell’ importanza della fine. Ogni fine va accettata. Nel libro si parla in modo specifico della fine di una storia d’amore. Il messaggio che vuole dare il libro di base è che il più delle volte mettere la parola fine a una storia d’amore è necessario, perchè spesso protrarre rapporti sentimentali oltre quello che dovrebbero vivere potrebbe provocare un dolore immenso assolutamente sproporzionato a quello che si sta cercando di salvare.

Perché dovrebbero venire il 7 alla presentazione?
Primo: probabilmente vedrete il vostro primo e forse ultimo per molto molto tempo scrittore sotto i trent’anni. Io conosco scrittori di 30 anni che sono stati trattati come dei poppanti nonostante le loro indubbie capacità. Quindi quelli che sono considerati dei “bambini” sono comunque più vecchi di me. Io sono praticamente un feto in gestazione e ho il libro pubblicato da una delle maggiori case editrici italiane.
Poi perché dovreste venire? Soprattutto perché vi scrivo il raccontino! A tutti quelli che acquisteranno una copia del libro scriverò una storia, inventata sul momento, servendomi di 3 parole a vostra scelta. In più la mia illustratrice ufficiale Meh allegherà alla storia una piccola illustrazione!

Vi aspettiamo numerosi!

 

di Lorenzo Vargas
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