Noi dopo di Noi: una riflessione su eredità e futuro

Pensare il Noi Dopo di noi non è mai un esercizio semplice, e nemmeno piacevole. Infatti, il dopo di noi ci parla di uno spazio e di un tempo indefiniti, di un pensare diverso che ci sfida, da una parte, a uno stretching impossibile e, dall’altra, a un esercizio per certi versi inaccettabile. Ma è proprio questo dopo, ora, che ci obbliga a metterci alla prova, a interrogandoci sul nostro agire e sulle tracce che lasceremo nella società, nell’educazione, nel lavoro. Pensare al dopo ci inchioda, infatti, alle responsabilità del nostro presente, sfidandoci a immaginare e a valutare le conseguenze delle nostre azioni: nella politica, nella società civile, nel lavoro.

Il Noi dopo di noi ci chiede di farsi eredità, di lasciare tracce che altri possano percorrere e un solco che altri possano piantare. Pensare al dopo, dunque, come fondamentale momento dell’ora, come sollecitazione ad accogliere e restituire, rinnovando ciò che si è ricevuto da chi ci ha preceduto.

Noi dopo di noi significa avere cura del testo ricevuto dal passato per preparare la pagina bianca del domani. Senza preoccuparsi di predefinire in tutti i suoi molteplici aspetti la progettazione, ma motivati ad avviare processi. Senza lasciarsi guidare dalla vana volontà di “affermarsi senza dipendere, senza più debiti” con chi ci ha preceduto, ma con la serena consapevolezza di essere responsabili nei confronti di chi viene dopo. Senza la presunzione di voler continuare a essere gli autori di un racconto di cui siamo stati personaggi, ma di cui non potremmo, per sempre, essere protagonisti.

Insomma, aver cura del dopo di noi accogliendo il tempo che viviamo non come “eterno presente”, ma come luogo di accoglienza, rigenerazione e re-stituzione di ciò che abbiamo ricevuto, lasciando impronte e solchi entro i quali il seme del futuro potrà germogliare.

Accogliere la vita e le forme del nostro agire sociale per mettere nuovamente in relazione, attraverso le molteplici modalità dell’accudire: le comunità e i cittadini, la terra e chi la abita, i più fragili con quanti lo sono meno, gli educatori con i figli, con i giovani e le nuove generazioni, le imprese e i suoi protagonisti con il territorio, il team dei collaboratori e le famiglie.

Un esercizio che la Fondazione Lavoroperlapersona proverà a mettere in pratica nel corso del suo. IV Seminario interdisciplinare sull’Accoglienza che si terrà ad Offida (AP) da Giovedì 17 Settembre a Sabato 19 Settembre. Qui il programma completo: http://www.lavoroperlapersona.it/seminacc-2015/

Una occasione di confronto e dialogo che rilanciamo e che sarà stimolante per chi si impegna a costruire quel dialogo tra eredità e futuro che trova nel noi – e non più nel semplice “io” – il punto di congiunzione.

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