Lercio vince i MIA 2015 per la seconda volta

Molte sono le meteore sui social. Personaggi pseudo-famosi diventati icone di Facebook, pagine divertenti, meme malvagi e link demenziali, ma la graffiante satira del sito satirico più famoso del web, Lercio.it, rimane al primo posto nelle classifiche dei Macchianera Italian Awards per il secondo anno consecutivo.
Con ormai 400.000 iscritti, un libro alle spalle e un successo in continua crescita, Lercio si aggiudica il premio come “Miglior sito”,“Miglior sito umoristico-satirico” e “Miglior battuta” (“Macchinista fa arrivare il treno in orario: denunciato per apologia di fascismo”) ai Macchianera Italian Awards, tenutisi a Rimini il 12 Settembre e il 43° Premio Satira Politica a Forte dei Marmi il 19 Settembre.

Alla luce di questi molteplici successi, abbiamo sentito le opinioni di Stefano Pisani, Sergio Marinelli e Vittorio Lattanzi, tre dei cattivissimi autori di Lercio.

Vi aspettatavate di vincere anche quest’anno il premio per il “Miglior sito” ai MIA?
Stefano: Beh onestamente sì. E anche come “Sito più modesto”. No, si scherza. Non ce lo aspettavamo, ma soprattutto non ci aspettavamo di vincere il titolo di Miglior Sito Satirico-Umoristico, che da anni era appannaggio di un nostro famoso concorrente diretto.
Però alla fine ci siamo affidati a Joseph Blatter per il controllo dei voti e tutto è andato per il meglio. Abbiamo vinto con più del doppio dei voti sul secondo (una percentuale da Clio Makeup, per farvi capire). Era l’uovo di Colombo.
Sergio: Certo, abbiamo fatto decine di battute sulla corruzione, da bravi giornalisti volevamo sfatare un luogo comune, tentando, per finta, di corrompere i votanti, ma ci hanno preso sul serio. Risultato, dobbiamo dei soldi a molta gente.
Vittorio: Assolutamente no, quando ci hanno chiamato sul palco dall’emozione stavo per mettermi in tasca una sigaretta accesa, di un altro!

Quali erano i concorrenti più temibili?
Stefano: Innanzitutto il sito a cui tutti state pensando e che troviamo sempre accanto a noi: Giallo Zafferano. Ma siamo riusciti comunque a batterli, anche se Lercio.it non ha nemmeno una ricetta sul cioccolato.Un grande risultato.
Sergio: Voglio rispondere con un aneddoto: Due scrittori s’incontrano, uno è  Gustave Flaubert, l’altro e Alexandre Dumas, entrambi sono in compagnia d’un amico, si danno la mano e si fanno i complimenti reciprocamente.
Poi appena sono distanti l’uno dall’altro si rivolgono al loro amico e Dumas fa: “Che bastardo, che figlio di troia come vorrei saper scrivere come lui.” Mentre Flaubert dice: “Che figlio di troia come vorrei avere tanti soldi come quel bastardo”. Ecco, questo è un po’ quello che è successo a noi con quelli di Spinoza ai MIA, indovini un po’ chi sono quelli senza una lira?
Vittorio: Beh Giallo Zafferano, Spinoza, Il Fatto  Quotidiano, Il Post, e chiunque abbia un sito.

Quali sono i concorrenti che avete goduto nel veder perdere?
Stefano: In generale, non godiamo delle sconfitte degli altri, ci accontentiamo di procurarle. Ci è dispiaciuto veder “perdere” molti amici, come per esempio “Feudalesimo e Libertà”, e prima o poi speriamo che anche l’Accademia della Crusca abbia un ritorno di visibilità da questo tipo di premi. Se l’ho meritano.
Vittorio: Non ho avuto modo di godere delle sconfitte perché non ho ancora finito di godere per le vittorie, te lo dirò alla prossima intervista. Sicuramente dispiaciuto per gli amici di Fel, di Italiansubs e per ‘Io ti amavo’.

Come sfrutterete tutta questa popolarità per il secondo anno consecutivo?
Stefano: Esattamente come abbiamo fatto l’anno scorso: da un grande potere derivano grandi responsabilità. Continueremo a baciare ragazze a testa in giù sotto la pioggia, indossando la maglietta di Lercio.
Sergio: Cercheremo di convincere quelli della Folletto e i testimoni di Geova ed unirsi a noi, e poi conquisteremo il mondo
Vittorio: Personalmente farò di tutto per finire paparazzato su ‘Chi’ o a raccontare della mia complicata relazione con la velina di turno

Avete progetti in corso?
Stefano: Attualmente siamo impegnati quotidianamente con Radio 2 Social Club. Abbiamo poi ricevuto diverse proposte interessanti, grandi gruppi editoriali e non, che vogliono collaborare con noi, ma probabilmente accetteremo solo la Volkswagen e la Mafia. Ovviamente, però, il nostro sogno sarebbe vivere nel 1942.
Sergio: Oltre a conquistare l’intero globo? Be’, contribuire a far tornare un po’ di satira in Italia.
Vittorio: Finire quest’intervista entro l’anno per poi dedicarci a raccogliere l’eredità di Scientology

Desiderate ringraziare qualcuno in particolare per la vostra vittoria?
Stefano: Sentiamo di ringraziare il pubblico che  continua a sopravvalutarci, e poi Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking Heads e Maradona. Ci preme dire un’ultimissima cosa: nessuno di noi ha invitato Ignazio Marino.
Sergio: La religione, Dio, Silvio Berlusconi, la Morte e tutte le altre cose divertenti di questo mondo.
Vittorio: I ragazzi di Lercio in primis e i loro pusher, tutti i nostri familiari e i collaboratori esterni che ci sopportano grazie ai loro pusher, tutti quelli che nonostante tutto il disgusto continuano a seguirci, e i loro pusher. E gli spacciatori.
Poi c’è Dio, ma lo faccio io quando lo vedo, grazie comunque.

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