Europa: basta elezioni votano i mercati

Il Presidente della Repubblica portoghese, Aníbal Cavaco Silva, si rifiuta di affidare
l’incarico di governo
 alla coalizione di sinistra nata dopo la trattativa tra il partito socialista e gli altri partiti di sinistra (alcuni dei quali, per chiudere la trattativa, hanno rinunciato alla proposta di uscita dall’euro) ovvero l’attuale coalizione di unità con maggioranza parlamentare.

Il Presidente della Repubblica ha così motivato il rifiuto di dare l’incarico a chi, democraticamente, ha il diritto di governare avendo la maggioranza dei voti e potendo garantire stabilità al governo:

“In 40 anni di democrazia, nessun governo in Portogallo è mai dipeso dall’appoggio di forze politiche antieuropeiste, […] di forze politiche che chiedono di abrogare il Trattato di Lisbona, il Fiscal Compact, il Patto di crescita e di stabilità, lo smantellamento dell’unione monetaria e di portare il Portogallo fuori dall’Euro, oltre alla fuoriuscita dalla Nato. […] Dopo aver affrontato il programma di assistenza finanziaria, con pesanti sacrifici, è mio dovere, e rientra nei miei poteri costituzionali, fare tutto ciò che è possibile per prevenire l’invio di falsi segnali alle istituzioni finanziarie, agli investitori e ai mercati.”

Quello che contano sono gli umori e la volontà dei mercati finanziari.

Aníbal Cavaco Silva ha dato l’incarico come Primo Ministro a Pedro Passos Coelho, filo-Troika di centrodestra e premier uscente. La democrazia nell’Unione Europea è di fatto sospesa, troppi ormai i casi. La Troika infatti ammette solo governi che eseguono senza fiatare i diktat, o al massimo quelli che fanno i rivoluzionari per poi accettare i programmi di austerità.

Non sono ammesse alternative.

Fonte: ReteMMT

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