Marche e diritto allo studio

Si è svolta il 29 Ottobre presso l’aula magna del dipartimento di Giurisprudenza di Macerata la conferenza “Le Marche del diritto allo studio: presente e prospettive” organizzata dai Giovani Democratici di Macerata e presieduta dal segretario Pietro Casalotto, con la partecipazione del Magnifico rettore Luigi Lacchè, dell’assessore regionale Loretta Bravi, il vicesindaco di Macerata Stefania Monteverde nonché il Presidente Endisu Maurizio Natali, il Direttore e.r.s.u. Angelo Brincivalli e delegati delle università di Camerino ed Urbino.

Un’ iniziativa che intende essere un punto di partenza nella fase di realizzazione della nuova legislazione e vede come fine “la speranza di veder sbloccate da questa legge di stabilità e dal dibattito parlamentare le giuste risorse al fondo per l’istruzione che ad oggi non ci sono. “La nostra proposta” aggiunge in fase di apertura il giovane segretario “è quella di approfondire la figura dello studente universitario, affinché possa paritariamente accedere ai servizi ristorativi, di trasporto e di alloggio equi rispetto agli standard delle altre regioni”.

Sempre in apertura del dibattito, il Rettore Luigi lacchè ha sottolineato come “bisogna affrontare il tema, e bisognerà impegnarsi in questi mesi per una legge regionale che possa essere il modello marchigiano che guardi alle esperienze esistenti e dia indicazioni in questa direzione.” auspicando “una stretta collaborazione, diretta all’efficienza nella collocazione delle risorse disponibili tra le quattro città che ospitano la maggior parte dell’offerta formativa regionale”.

Dichiarazioni positive anche da Stefania Monteverde, che ha ricordato come la scelta del sindaco su una specifica delega all’università sia un segnale importante della preponderanza di questa realtà all’interno del capoluogo maceratese: una scelta che crea la consapevolezza per Macerata di essere una città di cultura e crea, inoltre, le premesse per le giuste reti di servizi attorno alla centralità dello studente, affinché possa sentirsi realmente accolto.

In una prospettiva di legge nazionale si è espresso il presidente dell’Indisu Maurizio Natali. “Ci troviamo di fronte ad una piccola rivoluzione che guarda al diritto allo studio come elemento distintivo rispetto alle altre offerte d’alta formazione”, “l’articolo 117 che si sta modificando passa la competenza del diritto allo studio allo Stato e, conseguentemente, ogni erogazione ad onere totale dello stesso. Bisogna adottare come regione un modello che tenga presente di questa svolta.”

Attualmente il diritto allo studio è finanziato attraverso l’Ersu, fondo integrativo statale e fondo regionale allo studio che nelle Marche proviene per il 34% dagli studenti, 31% da fondo integrativo statale mentre il restante dalla regione, il quale ha coperto dal 2009-13 una quota di borsisti che non è mai scesa al di sotto del 97% degli idonei, “a differenza ad esempio della Lombardia i cui finanziamenti regionali pesano solo il 3% ma che ha coperto negli stessi anni tra l’87 e il 91% dei borsisti.”
La disparità di trattamento all’interno del territorio nazionale è sicuramente un fattore da cambiare

Tra i fattori di difficoltà nella copertura, ha ricordato il direttore generale dell’Ersu Marche Angelo Brincivalli, vi sono “i disagi provenienti dallo scarto, anche di molti mesi, tra risorse prospettate e quelle effettivamente erogate, quindi anche con una copertura del 100% come ad esempio quella marchigiana del 2014/2015” i ritardi sono difficilmente colmabili. Ed aggiunge che con il nuovo ISEE, anche se ci ha permesso una copertura pressoché totale degli idonei, ha provocato “un vero e proprio bagno di sangue, rispetto allo scorso anno accademico abbiamo avuto 1200 idonei in meno. Non proprio una bella notizia”.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *