SOS Sesso: una conferenza per la consapevolezza

Si è tenuta ieri la conferenza informativa SOS Sesso, un incontro per promuovere la consapevolezza e la
prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente in ambito universitario grazie alla collaborazione tra il progetto Stammi Bene, promotore del Condom Cafè di questi giorni, le associazioni studentesche Officina, Run e Azione universitaria.

All’interno della conferenza sono stati divulgati i risultati raccolti dalla web survey realizzata a novembre e curata dalla sociologa Silvia Agnani del Ddp area vasta 3, da cui sono emersi dati non nuovi ma di sicuro rivelatori per valutare il livello di consapevolezza della fascia d’età più esposta ai rischi delle malattie sessualmente trasmissibili.

Il sondaggio, intrapreso per la maggior parte da un pubblico femminile, ha riconfermato l’uso primario del condom come metodo anticoncezionale. Con il 95% che dichiara di aver usato almeno una volta il profilattico e una polarità di utilizzo del 38% tra chi ha usato sempre il condom e un 25% che non lo ha mai usato nell’ultimo trimestre. Si registra inoltre per questo lasso di tempo un numero medio di rapporti percepiti a rischio di circa 2 per studente.

Passando alle convinzioni che ostacolano l’utilizzo del profilattico si riconfermano in testa: diminuisce il piacere, diminuisce la spontaneità del momento (maschi) e non c’è bisogno con un partner fisso (femmine). Sale inoltre il fattore costo.

Il test percettivo raccoglie attraverso le risposte degli studenti maschi che l’uso del profilattico non dipende dalla stabilità del partner ma dallo stile di vita, diversamente dall’investimento affettivo e di fiducia delle ragazze verso il proprio partner che per ragioni edonistiche e di investimento affettivo rischiano di ostacolare la prevenzione non solo dell’Hiv ma delle MTS nel loro insieme.

Importante constatare come per le metodologie di diffusione del virus Hiv il 70% crca degli studenti è a conoscenza che la principale via è il rapporto sessuale mentre sono poche le ragazze che ricordano come metodo di trasmissione quello congenito da madre a figlia.

Nel corso della conferenza sono state proiettate anche una serie di interviste realizzate da studentesse della facoltà di scienze della comunicazione con circa una decina di intervistati, mentre è utile sottolineare come essendo i temi della sessualità ancora tabù, molti studenti si sono rifiutati di parlarne apertamente.

 

Il sessuologo ospite Walter La Gatta introduce la propria relazione ricordando come la timidezza sull’argomento può essere superata per la battaglia alle malattie sessualmente trasmesse, sottolineando inoltre quanto sia preziosa l’opera informativa non solo delle associazioni ma soprattutto della famiglia e della scuola.

“Nella mia carriera ho riscontrato una difficoltà importante per quanto riguarda l’informazione sui rischi nelle scuole soprattutto da parte delle famiglie” “Dalla ricerca sono emerse alcuni punti, che i giovani sono informati sui rischi e sui mezzi della prevenzione ma non riescono a mettere in relazione le loro informazioni nello stile di vita.”

“Il rischio per le ragazze soprattutto è 8 volte maggiore nella contrazione delle MTS, dunque nonostante la fiducia verso il partner dovrebbero essere molto attente.”

A conclusione dell’incontro Alessandro Chiodera, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale di Macerata ci ricorda come siano ormai “trentatre anni di Aids in italia e si contino 77 milioni di malati di Aids nel mondo e 2 milioni nuovi malati annui a livello globale con 9 milioni morti solo lo scorso anno. Mentre sempre in italia sono un migliaio circa di nuovi casi all’anno.”

Un nodo ancora da sciogliere è “scoprire per tempo la diagnosi, in modo per poter agire con la terapia per evitare ulteriori infezioni del virus prima che il soggetto infetti inconsapevolmente altri. C’è da ricordare che i dati sulle scoperte delle sieropositività riguardano solo coloro che sono stati sottoposti ai test, ma è molto probabile che i casi reali siano il doppio o il triplo.”

“l’84% della trasmissione è via sessuale. Trattare i portatori è una maniera di prevenzione importantissima poiché si abbatte la carica virale dell’hiv rendendo i portatori non infettanti. Il test è a tutt’oggi gratuito e riservato, importante fare anche il test a tutte le ragazze incinte ad inizio terapia.”

“La percezione della pericolosità è diminuita da quando i farmaci per la cura in stato precoce riescono a salvare i pazienti. Quello che rileviamo dal nostro ambulatorio è che c’è molta ignoranza a riguardo. Visto specularmente il 30% di persone che non hanno risposto correttamente alle domande sulla trasmissione è un risultato tutt’altro che rasserenante.”

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