Occhio alla strada – Sostituire l’asfalto con materiale riciclato è possibile

di Marta Palazzini

Crescono sempre di più le lamentele nella nostra città riguardo la manutenzione delle strade: aumentano le buche, fondo stradale scivoloso o sconnesso, guardrail interrotti, tombini sfondati o rialzati, e via dicendo, che producono senz’altro dei danni ingenti agli autoveicoli e in primis a noi cittadini.

Chi ha  contribuito, già dal 2013, a dare un spunto differente al dibattito sull’innovazione stradale è stata la società Ecopneus, società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso (PFU); questa è stata creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia, in cui la missione si traduce nell’obiettivo pratico di gestire le oltre 380.000 tonnellate di pneumatici arrivati a fine vita. Il progetto ha portato ad una rilevante innovazione per la realizzazione dell’asfalto: l’additivo nei conglomerati bituminosi derivati dal recupero dei Pneumatici Fuori Uso (PFU) apporterebbe moltissimi vantaggi per la costruzione e il mantenimento dell’asfalto. Questo progetto di “strada” si assicura anche di ciò che concerne l’affidabilità, la sicurezza e il confort. I vantaggi procurati da un “asfalto modificato” con polverino di gomma sono numerosissimi: la pavimentazione ha un’elevata durata ed un eccezionale resistenza all’invecchiamento (ha una durata fino a tre volte in più rispetto ad un asfalto normale); per questo sicuro e notevole è il risparmio per quanto riguarda gli interventi e i costi di manutenzione; ottimo drenaggio in caso di pioggia, con miglioramento concreto delle condizioni di guida; ottima risposta in caso di frenata improvvisa; ha infine una grandissima valenza ambientale derivante dal riciclo di pneumatici dismessi, pneumatici che in realtà non troverebbero altro posto nel processo di smaltimento a fine vita.

Ecopneus ha collaborato, durante questi 4 anni, con tutto il territorio nazionale, tra cui  Caserta, Bologna, Torino, Bolzano, Trento tra le principali.

Vorrei sottolineare in particolare il lavoro svolto nella Provincia di Torino, dove è  stato asfaltato un tratto di 1200 metri per la realizzazione finale della circonvallazione di  Venaria e Borgaro; su questo tratto di strada il Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente  insieme al Politecnico di Torino ha avviato le attività di monitoraggio, e infine i test  hanno dimostrato un decisivo abbattimento del rumore generato solitamente dai veicoli  in transito, e una netta durata nel tempo degli asfalti realizzati con PFU; anche dal punto  di vista economico risulta nel lungo e medio periodo molto conveniente, poiché i costi  di manutenzione sono ridotti al minimo. Abbiamo visto come un rifiuto e tutto il  processo che ne consegue possa diventare, da problema concreto, una preziosa  risorsa per tutti.

 

Ma la vera innovazione nella costruzione di strade è arrivata dall’Olanda, dal non lontano luglio 2015, quando la società olandese VolkerWessel ha proposto di reimpiegare tonnellate di plastica, recuperata dagli oceani, per l’uso della costruzione stradale. Infatti secondo questa compagnia, l’asfalto stradale potrebbe essere completamente sostituito da materiale plastico riciclato, aumentando anche il livello di sicurezza e prolungando gli intervalli di manutenzione. Alcuni test effettuati dimostrano infatti  che questa plastica sarebbe in grado di resistere a temperature che vanno dai -40 e i +80 C; dal punto di vista della sostenibilità il riciclaggio converrebbe in termini di emissioni di CO2, quindi decisamente meno inquinante; infine dovrebbe anche risultare una strada meno rumorosa. Ancora non esiste una trasposizione reale di questa idea funzionale, ma sembra che la città di Rotterdam sia particolarmente interessata alla realizzazione di un tratto di strada, affinché si facciano i test finali necessari (certificare il grip per motocicli e biciclette, verifiche in condizioni di bagnato).

Questa viene anche definita la strada del futuro, o meglio Plastic Roads. Alcuni dei vantaggi di queste Plastic Roads sarebbero portati dalle caratteristiche strutturali intrinseche nella plastica: risultano più leggere, tanto da ridurre il loro peso sul terreno e rendere così più facile l’installazione di cavi sotto la superficie; anche la realizzazione stessa risulterebbe essere più semplice e veloce, poiché le varie parti possono essere prefabbricate nei vari stabilimenti e poi portate nel luogo d’impianto; questo significherebbe che il tempo di realizzazione e di interruzione delle strade sarebbe di gran lunga accelerato, riducendo al minimo i disagi e il traffico per gli autoveicoli in transito. Anche il design sembra ben sviluppato, con strade esteticamente più belle.

 

 

Questi sono i due progetti che sembrano andare per la maggiore per quanto concerne la costruzione stradale, l’eco-sostenibilità non sembra infatti apportare solamente vantaggi ideali di bellezza e pulizia, ma piuttosto portare degli spunti per un cambiamento condiviso, perché solamente abituarsi o affezionarsi a ciò che cambia altrove può instaurare in noi il seme dell’innovazione per la nostra città.

 

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