L’ultimo capolavoro di Blu

di Roberto Aureli

Il 18 marzo si inaugurerà a Bologna la mostra Street Art. Banksy & Co. – L’arte allo stato urbano.
Tra le opere esposte figurano alcuni pezzi strappati dai muri cittadini con la scusa di “preservarle dall’ingiuria del tempo”, trasformandole in pezzi da museo.
L’intelligencija dietro a questo progetto è composta da curatori, restauratori e addetti del settore facenti riferimento al presidente dell’istituzione museale Genus Bononiae: Fabio Roversi Monaco, ex rettore Unibo e uno degli uomini più potenti della città, passato alla storia per la repressione delle occupazioni della Pantera contro la legge Ruberti, la prima apertura verso la privatizzazione delle università.
La stessa intelligencija cittadina che con una mano si propone di salvare la street e con l’altra continua a criminalizzare i writer. Ironia della sorte, negli stessi giorni in cui la Genus Bononiae si propone di salvare la street art, la nota street-artist AliCè è stata condannata per imbrattamento dal tribunale di Bologna sancendo il principio che l’ espressione artistica è reato.

La risposta di Blu a questa mostra che sdogana la privatizzazione della street art, con grande gioia dei collezionisti senza scrupoli e dei “ricettatori” dell’arte, è stata quella di coprire di grigio le opere presenti in città, iniziando dal murales #OccupyMordor dipinto sulla faccia dell’ XM24. Come di norma le istituzioni hanno risposto in maniera surreale, denunciando gli attivisti del Laboratorio Crash che hanno aiutato Blu a coprire le sue opere.

Le motivazioni del gesto sono spiegate dai Wu Ming nel loro blog descrivendo la mostra come il “simbolo di una città che va combattuta, basata sull’accumulazione privata e sulla trasformazione della vita e della creatività di tutti a vantaggio di pochi”.
Personalmente, considerato che l’arte si fonda sulla ricerca della verità, credo che Blu abbia donato il suo ultimo capolavoro a Bologna, lanciando il messaggio che la città sta perdendo una parte della sua anima. Parafrasando Wu Ming, i poteri forti, dopo aver stigmatizzato i graffiti come vandalismo, dopo aver sgomberato i laboratori di questi artisti, ora vogliono presentarsi come i paladini della street art. Tutto questo meritava una risposta.

Wu Ming racconta Blu

 

 

 

 

 

 

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