William da 400 anni (in)finito!

di Concetta Biscotti

Cosa direste che accomuna: Il re leone , Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971), la canzone I’m the walrus dei Beatles e l’automobile Giulietta dell’Alfa Romeo?
Il filo conduttore di tutto è William Shakespeare!

Il drammaturgo nasce il 26 aprile 1564 da una famiglia di umili origini. Fin dalla giovinezza, Shakespeare prediligerà sempre  lo studio dei testi classici latini e greci, scritti che diventeranno nel tempo un punto chiave delle sue stesse opere. Da ragazzo sposa Anne Hathaway (non l’attrice de “Il diavolo veste Prada!”): secondo i pettegolezzi la causa del matrimonio sarebbe stata una gravidanza non programmata. Così il giovane William decide di andare alla ricerca di fortuna nella City. Qui non passa di certo inosservato e viene ”scritturato” dalla regina Elisabetta I.

William è un uragano di idee: la sua bravura e il suo genio diffondono la passione del teatro nella corte inglese, ponendo le basi per la lingua britannica contemporanea. Tra le opere più famose ricordiamo: Romeo e Giulietta, Amleto, Otello, Re Lear, Macbeth, Il mercante di Venezia, Molto rumore per nulla e Come vi piace.

Si spegne il 23 aprile 1616. Proprio quest’anno, nel 2016, ricorre il 400esimo anniversario di morte.
Oltre a influenzare il suo secolo, la sua fama è direttamente proporzionale al passare del tempo, tanto che…
Il re leone, film d’animazione targato Disney del 1994, ha una trama “bestiale”, chiaramente ispirata ad Amleto: Simba ha uno zio malvagio che uccide il re, alias suo padre; il leoncino viene cacciato dal regno ma è determinato a rendere giustizia al defunto genitore. Il famoso motto “Hakuna matata”(=senza pensieri) è stata sostituito all’essere o non essere …per dare più speranza ai piccoli spettatori !
Lo sceneggiatore di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971), David Seltzer, ha omaggiato l’Inglese con alcune citazioni di Romeo e Giulietta ed Il mercante di Venezia,recitate da Willy Wonka.
Nel brano I’m the walrus, i Beatles hanno inserito nel finale il brusio del programma radiofonico della BBC Re Lear.

Inoltre, grazie a Shakespeare, l’Italia è diventata meta di pellegrinaggio per i turisti che vogliono toccare con mano le “scenografie” delle sue opere, come ad esempio Otello con lo scenario di Venezia, Romeo e Giulietta ambientata a Verona e Molto rumore per nulla rappresentata a Messina.

Ma si potrebbe tributare il grande William nel 21esimo secolo? Certo che sì e ognuno può scegliere un modo diverso!
Per i digitali dipendenti, la Swiftkey ha creato un’app chiamata Shakespeak, disponibile sul Google Play store: è una tastiera contenente tutte le parole delle sue opere, addirittura in grado di completare i suoi aforismi e sostituire vocaboli odierni con quelli dell’epoca elisabettiana, così da sentirsi amanuensi del XVII secolo. Per i viaggiatori, a Stoccolma si è tenuto il ”Shakespeare funeral party” il 22 aprile presso l’università della città. Per i frequentatori dei social network basta unirsi alla tendenza in voga dell’#SHAKESPEARE. Mentre per chi ama i vecchi metodi la lettura di una sua opera rimane il (classico )metodo.

Tu cosa farai in onore di William?

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