Dieci anni di Officina Universitaria

Anche il più lungo dei viaggi parte con un passo, a volte anche molto piccolo.

Era il 2006, quando Officina Universitaria muoveva i primi passi di un viaggio che, ancora oggi, a distanza di dieci anni, la vede in cammino.

Una decade è un periodo di tempo sufficientemente importante da fermarsi a riflettere, capire cosa si è fatto, cosa resta da fare e restituire qualcosa alla comunità di appartenenza.

Come ogni storia, anche quella di Officina Universitaria ha riservato alti e bassi: dal risultato magro delle elezioni del 2007 agli anni dell’Onda, dal rilancio del 2010 alla conferma del 2012; fino ad arrivare allo straordinario risultato delle recenti elezioni universitarie.

Con tutta probabilità, la vera forza di Officina Universitaria è stata la sua capacità di interpretare il ruolo di sindacato studentesco, affermandosi come un’associazione di studenti tra studenti: un’associazione aperta, che si conferma tale anche in occasione dei festeggiamenti per il suo compleanno numero dieci.

Nasce da qui l’idea di un festival artistico e culturale a misura di studente: tre giorni di cultura libera, che stimoli la partecipazione della comunità studentesca e cittadina, per rafforzare il legame tra Macerata e la sua università.

Il festival inizia oggi e termina venerdì 6 maggio. Ogni giornata è dedicata all’approfondimento di una tematica specifica.

Si parte con “Arte e Pazzia” per discutere, grazie ed insieme a Paolo Nanni, del connubio, spesso vincente, tra spunti artistici e scarse condizioni di igiene mentali.

Si prosegue con“Arte e Politica”: i dieci anni di Officina Universitaria vengono ripercorsi con una chiave di lettura originale: si affronta il tema dell’arte nella politica o della politica nell’arte. Intervengono Francesco Pesaresi, con le sue canzoni – tanto leggere quanto incisive e coinvolgenti – e con la sua esperienza artistica, e Marco Gentili, con i suoi scatti fotografici sul muro di Berlino.

Si chiude con “Arte, popoli e aggregazione”: il professor Marcello La Matina ed il professor Vincenzo Caporaletti discutono sulla storia del blues. A seguire, jam session culturale di tutte le arti ed i talenti che i ragazzi vogliono portarsi dietro.

Tre giorni densi ed ambiziosi: perché, come amano ricordare ed affermare le ragazze ed i ragazzi di Officina Universitaria, nessuno, in questi anni, è riuscito a fermare il loro vento con le mani. Anche stavolta – giurano – sono pronti a farlo soffiare senza sosta.

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