La guerra all’Isis raccontata da un punto di vista inedito con le “storie di militanza a confronto” di Zerocalcare e Karim Franceschi

di Silvia Serafini

(29/04/2016) Il liceo scientifico Leonardo da Vinci di Civitanova ha ospitato il confronto tra le esperienze che due personalità diverse – il fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare e il militante Karim Franceschi – hanno avuto durante la loro permanenza in Siria e zone limitrofe e del loro contatto diretto con la resistenza delle popolazioni locali contro l’Isis.

Il primo ha trasformato il suo contributo alla staffetta di solidarietà “Rojava Calling” (il Rojava è una regione della Siria che si è proclamata autonoma nel 2012, senza venire riconosciuta ufficialmente) in un reportage a fumetti dal titolo “Kobane Calling”, mentre il senigalliese Karim Franceschi, unico miliziano italiano ad aver preso parte alla guerriglia anti-Isis, racconta le sue vicende nel libro “Il combattente”, creando un parallelo tra la sua esperienza e quella delle lotte partigiane vissute da suo padre. 

Durante la conferenza, organizzata dall’Officina popolare Jolly Roger con il contributo dell’Anpi di Civitanova, dell’Anpi di Macerata e dello Spazio autogestito Arvultùra, “l’artista e il combattente” raccontano di un medio-oriente lontano dagli stereotipi che i media dipingono ogni giorno sui nostri schermi occidentali. Raccontano di una popolazione ispirata dai migliori principi di uguaglianza, partecipazione democratica, libertà d’espressione, ecologia ed emancipazione femminile.
Ed è proprio sulla centralità del ruolo della donna e della loro partecipazione attiva alla guerriglia che si soffermano le testimonianze dei due protagonisti. “Le donne hanno più motivi per arruolarsi: molte di loro lo fanno per fuggire da situazioni di violenza familiare e lo status di guerrigliera garantisce loro protezione e rispetto” osserva Zerocalcare. Karim Franceschi, che ha passato 3 mesi al fronte durante la sanguinosa resistenza di Kobane, ricorda di come sia stata una donna a coordinare le squadre di resistenza e a portare la città alla liberazione dalla tragedia dell’Isis.

Il fumettista romano spiega che, per trasporre in arte questo tipo di vicende, scegliere il fumetto è un’alternativa dalla prospettiva progressista: “ormai anche in Italia ci si sta accorgendo che il fumetto può parlare anche di argomenti impegnati e arrivare a chi vuole informarsi, infatti questo tipo di linguaggio è un linguaggio complesso che richiede esercizio per essere pienamente compreso e apprezzato”. A tal proposito, Zerocalcare ricorda come in episodi storicamente rilevanti come quello del G8 di Genova – a cui il fumettista prese parte in prima persona – un mezzo artistico prevalentemente grafico come il fumetto contribuisca alla creazione di immaginario e al maggior coinvolgimento emotivo dei lettori.

Karim Franceschi approfitta della conferenza per sollecitare il pubblico a partecipare alla manifestazione “Over the fortress” tenutasi il primo maggio a Roma di fronte all’ambasciata turca in Italia per protestare contro gli accordi che l’UE sta stipulando con la Turchia, nazione accusata da più parti di aver violato i diritti umani e di aver intrapreso azioni repressive, simili a quelle messe in atto dall’Isis a Kobane, nei confronti di alcune città curde del sud. E di fronte a tutto questo l’Europa non può e non deve girare la testa dall’altra parte.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *