Dico no ai bandi che sembrano aperti

Anche quest’anno nella prima settimana di maggio è uscito il bando redatto dall’Associazione Sferisterio di Macerata per la ricerca di sorveglianti e personale di sala per la stagione estiva all’aperto dell’arena Sferisterio. Appena qualche riga e si legge, tra i metodi di valutazione della domanda: “Il curriculum professionale verrà valutato con un punteggio max di 10 punti. Inoltre costituirà titolo di attribuzione di punteggio in misura non superiore a 15 punti il possesso dei seguenti titoli: 3 punti per ogni anno (per un massimo di tre anni e 9 punti totali) di servizio analogo a quello oggetto della presente selezione prestato a favore dell’Associazione Sferisterio (…)”. Ed è proprio qui che intendo fermarmi.

Ritengo questa valutazione del titolo particolarmente importante, poiché a mio parere pesa parecchio nel giudizio finale della selezione: il bando sembra dire proprio che se hai già lavorato nelle scorse stagioni per l’Associazione avrai sicuramente una possibilità (che non significa certezza) in più, rispetto ad altri ragazzi non per questo meno validi, di essere scelto. È anche vero che leggiamo “servizio analogo prestato a favore dell’Associazione Sferisterio”; l’altra bella e interessante attività organizzata da questa è la Nuova Rassegna di Musica presso il Teatro Lauro Rossi, ma non mi sembra che per questo venga emanato un bando specifico, il che significa che vi lavorano gli stessi scelti successivamente alla selezione per l’Arena Sferisterio.

Noi giovani ci siamo sentiti dire spesso: “Non hai esperienza”. Ecco, questo bando e questa selezione sembrano dirci la stessa cosa: se ce l’hai (l’esperienza) puoi continuare a fartela, altrimenti non te la puoi fare. Un lavoro come sorvegliante e personale di sala all’Arena è inoltre un lavoro molto ambito da ragazzi giovani, studenti ma anche lavoratori: è un lavoro stagionale, con una buona retribuzione, ma soprattutto è un lavoro qualificante e immerso in un ambiente culturale di prim’ordine. Per i maceratesi lo Sferisterio, e quindi l’Opera, rappresenta davvero la culla della cultura della città. Dare una possibilità concreta a tutti i giovani maceratesi e non, di potersi immergere nelle notti dell’Opera sembra rappresentare davvero una possibilità remota, e questo non va a favore di una città che di giovani e di studenti ne ha davvero molti; anzi una città che ha basato la sua ricchezza ed economia, in questi ultimi anni, nei giovani stessi.

Inoltre è vero che un minimo di esperienza debba essere fatta, magari in altri ambiti culturali o per altre associazioni, ma questo è un genere di lavoro che può essere svolto da tante persone e tutte diverse, avendo dei requisiti minimi.

Per questo io non ci sto al bando chiuso: valutiamo solamente le capacità dei ragazzi che presentano la domanda, e non se hanno già svolto lì la loro esperienza lavorativa; eliminiamo i 3 punti per ogni anno se si sono fatte prestazioni presso quella o quell’altra associazione, questo non conta. Per una città come Macerata che ha messo al centro della sua vita quotidiana la cultura con la C maiuscola, non sarebbe bello cercare di far lavorare quanti più giovani della città al suo interno, per lasciare davvero un bagaglio culturale privilegiato rispetto ad altri che non hanno mai avuto questa possibilità?

Sferisterio Opera

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Un pensiero su “Dico no ai bandi che sembrano aperti

  1. Brava, sottoscrivo in toto quello che hai scritto. Ogni anno non mi perdo d’animo e faccio quella benedetta domanda perdendoci anche tempo sopra pur essendo in piena preparazione per la sessione estiva. E ogni anno finisce che i nomi sono sempre gli stessi. Grazie per aver dato voce a questo problema. Speriamo che chi di dovere sappia ascoltare e sappia dare la stessa opportunità anche ad altri negli anni a venire.

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