Dalla rivolta di Parma a oggi – la parità di genere è qualcosa di lontano

È emerso in un recente rapporto pubblicato dal NewsGild (sindacato americano) che anche all’interno di un giornale progressista e multiculturale come il New York Times perdura ancora la disparità sociale, questo non solo per quella di genere, nel caso delle donne, ma vale anche per le minoranze. Infatti, queste sono retribuite in media il 10 per cento in meno, e le donne il 7 per cento in meno rispetto a uomini nella stessa posizione. Risulta inoltre che solamente il 22 per cento del personale proviene da minoranze etniche, e questi ricoprono solamente le posizioni più basse. Il rapporto è rimbalzato subito su tutte le maggiori testate americane, dal Wall Street Journal al New York Post, scaraventandosi subito contro la testata con aspre critiche.

E oggi, 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, più di altri giorni, dobbiamo ricordare l’apporto femminile alla Resistenza e all’avvento della Repubblica nel nostro paese, quindi l’importanza fattuale delle donne nella nostra storia.

Il 2 giugno le donne hanno esercitato per la prima volta il diritto di voto e per la prima volta hanno avuto il diritto di rappresentanza: 556 le elette nell’Assemblea Costituente, inoltre nelle liste elettorali si ricordino le 226 candidate, 68 presentate dal Partito Comunista, 29 dalla Democrazia Cristiana, 16 dal Partito Socialista Italiano, 14 dal Partito d’Azione, e poche altre nelle liste minori.  Di queste candidate ne furono elette solamente 21. Una percentuale che sembra davvero bassa, ma di cui bisogna considerare però la grande svolta epocale che c’è dietro a questo piccolo numero. Non dobbiamo mai dimenticare quindi le grandi donne della Resistenza: Nilde Iotti, Ada Gobetti, Tina Anselmi, così come le grandi scrittrici che vi parteciparono e che la raccontarono: Renata Viganò, Alba de Cespedes, Oriana Fallaci, fino ad arrivare a personaggi che influenzarono lo stereotipo e l’immagine femminile come l’attrice Anna Magnani, e personaggi noti e leggendari come la Dama Bianca, compagna di Fausto Coppi. Ciascuna di queste donne ha contribuito all’immagine femminile che noi oggi conosciamo e ognuna di loro ha lottato affinché noi avessimo quei diritti che oggi ci sembrano così scontati.

In realtà ancora oggi vi è mancanza di attenzione nei temi della disparità di genere: come è emerso nel New York Times, così come emerge anche nel nostro sistema pensionistico (si fa presente che le donne, infatti, sono la maggioranza dei pensionati, 53%, ma assorbono solamente il 44% dei 275.079 milioni di euro di spesa); per non parlare della violenza: quasi sette milioni le vittime che in Italia hanno subito qualche forma di abuso nel corso della propria vita.

Oggi così voglio ricordare un episodio particolare, che diede inizio alla lotta delle donne nella Resistenza italiana, e che le ha rese consapevoli di rappresentare una collettività: lo “sciopero del pane” avvenuto a Parma il 16 ottobre 1946; da qui inizia la lotta delle donne al fascismo. La protesta scoppiò successivamente alla riduzione del pane da parte di Mussolini: le donne assaltarono un furgoncino Barilla e le operaie uscirono dalle fabbriche per scendere in strada a protestare. Molte di loro vennero immediatamente arrestate.

Sempre a Parma nel 1944 un gruppo di partigiani venne arrestato e condannato alla pena di morte; le donne fuori dal tribunale, nel giorno del processo, organizzarono una manifestazione in loro difesa: in centinaia chiedevano il rilascio dei partigiani. La notizia balzò su tutti i giornali, in quanto ha rappresentato la lotta concreta e organizzata delle donne contro il fascismo.

Donne e Resistenza

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *