Copia pure! ll caso Mickey Mouse

 

 

« In realtà, Sonny voleva che il copyright durasse per sempre, ma mi hanno detto che questo sarebbe stato contrario alla nostra Costituzione. Invito tutti voi a collaborare con me per rafforzare le nostre leggi sul copyright in tutti i modi possibili. Come sapete, c’è una proposta che farebbe durare il copyright per sempre meno un giorno. Credo che dovrebbe essere presa in considerazione. »
(Mary Bono Mack, vedova di Sonny Bono – sostenitore della Mickey Mouse Protection Act)

Mickey Mouse, uno dei più popolari feticci del mondo Occidentale, è l’emblema che caratterizza alla perfezione il modello proprietario utilizzato per la tutela delle opere di ingegno, avendo giocato un ruolo fondamentale nell’estensione indefinita della durata del copyright.

2000px-Disney-infinite-copyright.svgQuesto modello è caratterizzato dall’applicazione al mondo delle idee e delle opere di ingegno il concetto economico secondo cui il valore di un bene è determinato dalla sua scarsità. L’applicazione di questa visione mercantilista ha come conseguenza una rigida tassazione su ogni forma di duplicazione e un incessante lavoro di monitoraggio per reprimere ogni utilizzo di questi beni immateriali che non produce un profitto, sotto forma di accumolo di capitali, per chi controlla i diritti di riproduzione.
Mickey Mouse, ideato da Walt Disney nel 1928, era coperto dal Copyright Act del 1909 che garantiva 56 anni di diritti d’autore  e, secondo questo legge, sarebbe dovuto diventare un frammento della cultura universale e liberamente accessibile e utilizzabile nel 1984 .
Questo scenario di sviluppo libero fu evitato dal Congresso americano uniformando la normativa americana a quella europea estendendo il copyright per un massimo di 75; in questa maniera la “liberazione” di Topolino  fu spostata di 23 anni nel 2003.

 

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data via Tom W. Bell

 

Per la Disney, Mickey Mouse non è solamente una fonte di guadagno, ma l’identità stessa della compagnia; per  questo motivo ha investito milioni in azioni di lobbying e in contribuiti per campagne elettorali per assicurarsi estensioni del diritto d’autore.

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Data via Opensecrets

L’entrata nel nuovo millennio sarebbe dovuta concidere con “la liberazione” di Topolino nel 2004, Pluto nel 2005, Pippo nel 2007 e Paperino nel 2009.
La prospettiva di far fruire la collettività di questi personaggi per dar nuova vita alla narrativa Disney rappresentava un sogno troppo grande e troppo poco remunerativo per la compagnia che pretende di far sognare bambini e adulti di tutto il mondo; nel 1998 riusci ad ottenere l’estensione fino al 2023, ad eccezione delle opere cinematografiche, la cui validità del copyright fu portata a 120 anni.
Questo fu ottenuto con la legge passata alla storia come “Mickey Mouse Copyright Extension Act” ma ufficialmente nota come “Sonny Bono Copyright Extension Act”.

Tenendo a mente che il beneficio sociale del copyright è la stimolazione delle opere di ingegno della nostra epoca, questa estensione dei diritti d’autore è stata unicamente una cessione di libertà senza alcuna contropartita.

 

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