Verso una primavera dei diritti e della democrazia: al via la campagna per i referendum sociali

referendum-sociali-min-421x600Archiviata la sconfitta nel referendum contro le trivellazioni nei nostri mari dello scorso 17 aprile, è già ora di una nuova stagione referendaria. Un appuntamento che, questa volta, si preannuncia di più ampio respiro, con quesiti che toccheranno molti temi di stretta attualità e che riguardano da vicino le nostre vite quotidiane: scuola pubblica, ambiente (trivellazioni ed inceneritori) e beni comuni.

La legge prevede che la richiesta di un referendum abrogativo sia accompagnata da 500.000 firme a sostegno dell’iniziativa. Le firme raccolte nel primo mese e mezzo di campagna superano le 300.000 unità; siamo, dunque, poco più che a metà dell’opera ed il mese di giugno sarà decisivo affinché, nel 2017, si apra una nuova campagna referendaria.
Sei sono i quesiti proposti: quattro sulla scuola, uno sulle trivellazioni ed uno sugli inceneritori.

I primi due quesiti sulla scuola puntano l’attenzione sul rapporto potenzialmente poco trasparente che potrebbe venire a crearsi tra il dirigente scolastico e la classe docente: in seguito alla legge 107/2015 (“Buona Scuola”), infatti, il dirigente può scegliere, in modo discrezionale, i docenti della propria scuola; può confermarli o mandarli via dopo un triennio. Inoltre, può indicare, sempre in in modo discrezionale, gli insegnanti a cui attribuire un riconoscimento economico per premiare un merito di difficile identificazione. Il terzo quesito riguarda l’alternanza scuola – lavoro, con la cancellazione dell’obbligo di fare un monte ore predefinito, così da tornare ad una programmazione che sia coerente col Piano Triennale dell’Offerta Formativa di ciascuna scuola. L’ultimo quesito, infine, vuole abrogare la possibilità di effettuare donazioni alle singole scuole: cosa ne sarebbe di quelle scuole che insistono in territori nei quali non sono presenti realtà in grado di versare liquidità nel settore dell’istruzione, pubblica o privata che sia?

Il quesito sulle trivelle chiede di bloccare tutti i nuovi progetti di perforazioni ed estrazioni, così da ridurre i danni ambientali ed i problemi di salute connessi ai progetti petroliferi.

Il quesito sugli inceneritori, infine, vuole fermare il piano per nuovi e vecchi inceneritori, abrogando alcune parti della legge 133/2014 (“Sblocca Italia”) con il duplice obiettivo di contrastare l’incenerimento dei rifiuti e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, in modo tale da restituire alle regioni il potere di programmazione e gestione in materia di rifiuti. Così facendo, inoltre, si potrebbero utilizzare maggiori risorse pubbliche per avere una raccolta differenziata domiciliare sempre più capillare.

20160322111300-Acqua_Bene_ComuneI sei questi sono accompagnati da una petizione a sostegno di una gestione pubblica e partecipata di tutti i beni comuni, a partire dall’acqua. I risultati dei referendum di cinque anni continuano ad essere disattesi. Gli ultimi provvedimenti del governo Renzi non lasciano tranquilli: il Testo Unico sui servizi pubblici locali (decreto attuativo della Legge Madia sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione – n. 124/2015) e la legge d’iniziativa popolare sulla gestione pubblica dell’acqua sono stati svuotati del significato che, invece, avrebbero dovuto avere ai sensi del risultato del referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Sette firme, dunque, per provare ad immaginare un’Italia migliore: un’Italia con una scuola pubblica di qualità, e che sia al centro dei pensieri (e delle politiche) del Parlamento e del Governo; un’Italia che riconosca nella tutela dell’ambiente e del paesaggio e nell’investimento nelle energie rinnovabili alcune tra le priorità necessarie per ripartire.

Non è tutto: sempre in questi giorni, l’Anpi sta raccogliendo le firme necessarie per la costituzione del comitato per il “No” al referendum costituzionale del prossimo autunno, oltre a quelle per abrogare alcune parti della legge elettorale.

Si prospettano, dunque, un autunno ed una primavera densi, sul piano della partecipazione democratica. Chi volesse dare il suo contributo, almeno in questa primissima fase, troverà nella pagina Facebook del comitato maceratese le iniziative ed i banchetti nei quali sarà possibile firmare: l’apertura di una nuova stagione di diritti e democrazia dipende da ciascuno di noi.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *