Ultimo appuntamento dei “Ragazzi Uniti con il No”

di Ilaria Pisciarelli

Il 4 dicembre i cittadini italiani saranno chiamati a votare. Al grido del “cambiamento” urlato dal presidente del consiglio e segretario del partito democratico, Matteo Renzi, risponde e si allea il comitato per il NO, organizzato da studenti universitari dell’Università di Macerata.

Mercoledì 30 Novembre si è svolto l’ appuntamento del percorso inaugurato dall’iniziativa dei Ragazzi uniti con il NO, consumatosi sui tavoli dell’Hosteria del buonumore, luogo ormai di rito per questo comitato trasversale che ha saputo unire, per una stessa causa, esponenti che appartengono a diversi movimenti politici. L’incontro si è alternato tra gli interventi dei ragazzi rappresentanti di questa iniziativa, Barbara Cacciolari, coordinatrice regionale di Forza Italia, Paolo Storani, consulente del Movimento 5 Stelle, Michele Verolo esponente provinciale di SEL e il senatore Remigio Ceroni.

Dopo il saluto del presidente del comitato Edoardo Bastianelli, la prima a parlare è stata la Cacciolari che dopo aver esposto le gravi lacune delle “1000 giornate” del governo Renzi, si è rivolta direttamente al pubblico: “Il referendum costituzionale è fondamentale perché dà al popolo la possibilità di scegliere. Se passa il SI noi avremo l’IVA aumentata, resterà la camera diminuita di 200 senatori, ma democraticamente non potrà più essere eletta”, parole forti quelle della Cacciolari, che chiosano la follia della nuova riforma costituzionale. La parola a Paolo Storani “Un diritto che viene contemplato nella carta costituzionale è contenuto nell’articolo 32, il diritto alla salute e, in particolare, il diritto all’autodeterminazione della cura, un diritto inviolabile che non possiamo permettere di sopprimere. Un altro punto forte della campagna avanzata da Renzi è l’entrata al senato di sindaci e consiglieri regionali, sindaci al senato saranno 21: nascerà un nuovo senato regionale, ma non avrà la rappresentanza regionale che, quindi, non garantirà la soluzione immediate delle esigenze locali”.  Dello stesso avviso Michele Verolo, il quale ha attaccato uno dei punti programmatici della campagna referendaria: “Ho notato come il grande protagonista di questa campagna sia stato il “cambiamento”, in realtà questa riforma ci farà fare dei passi indietro”. Ultimo a prendere il microfono in mano è stato il senatore Remigio Ceroni, il quale ha riportato l’attenzione sui problemi centrali del nostro paese, che non sono contemplati nel referendum costituzionale: la disoccupazione giovanile, calo della natalità e la fuga dei cervelli. “I padri costituenti hanno saputo trovare una formulazione della costituzione che poi è stata votata quasi all’unanimità e che ha permesso l’Italia di diventare il quinto paese più industrializzato del mondo. Non è necessario cambiare la costituzione, per cambiare il paese”.

Queste le parole conclusive del senatore che sanciscono la chiusura dell’ultimo appuntamento dedicato alle ragioni del NO, che ha visto la partecipazione di più partiti schierarsi a sfavore della riforma. Ora la costituzione è nelle mani e nelle matite degli elettori.

locandina-ragazziconilno

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *