L’alternativa musicale di Alessandro Catalini – Intervista all’artista maceratese

Oggi abbiamo incontrato Alessandro Catalini, giovane artista maceratese che di recente ha lanciato il suo nuovo singolo “L’illusione del progresso”, in collaborazione con Cristina Aurelia Popa.
Conosciamolo meglio!

Ciao Alessandro, iniziamo nella maniera più classica: parlaci di te, quando hai iniziato a fare musica e quali sono i tuoi artisti di riferimento.

Ciao! Ho cominciato più o meno a 11 anni. Ho iniziato studiando pianoforte e tastiere. Ma le “sole” note non mi bastavano ed è per questo che a 13 anni ho iniziato a scrivere le prime canzoni sia in italiano che in inglese, mi sono iscritto alla SIAE e ho intrapreso gli studi di canto moderno. WhatsApp Image 2017-01-21 at 15.58.03Sentivo il bisogno di comunicare qualcosa e di dare, nel mio piccolo, una svolta alla musica. Mi sono sempre piaciute le sfide e tutt’oggi rincorro costantemente qualcosa di nuovo: è per questo che ho iniziato a interessarmi anche alla produzione delle mie canzoni. Da sempre ho ascoltato più musica straniera che italiana e questo mi ha aiutato a trasporre la freschezza e la novità delle canzoni anglosassoni nei miei testi in italiano, creando un mix originale. Non ho limiti di genere: vado dal rock dei Muse e degli Alabama Shakes all’elettronica di Major Lazer e dei Moderat fino al pop che si sente in radio. Ho bisogno di tenermi aggiornato sulle novità discografiche e per questo la radio, oltre che i social network naturalmente, è il mezzo più efficace.

Come riesci a far convivere i tuoi studi in medicina con il “mestiere” di cantautore?

Non è facile, ma sono una persona organizzatissima e mi viene abbastanza naturale portare avanti queste due passioni. Sono al quinto anno di medicina, manca un anno per la laurea e direi che il “peggio” è passato. Sono due attività in equilibrio tra loro: dopo una giornata di studio mettersi al piano e cantare è il massimo e vale lo stesso il contrario. Tra l’altro hanno molte cose in comune: si rivolgono al prossimo e curano rispettivamente il corpo e l’anima.

Da poco è uscito il tuo singolo “L’illusione del progresso” in collaborazione con Cristina Aurelia Popa. Da molti è stato definito una “canzone di protesta”: sei d’accordo?

Sì e in effetti lo è, ma lascia anche uno spiraglio, un’alternativa. La canzone parla di una giostra che è la metafora della società. La giostra gira e ci fa vedere un mondo che progredisce, cambia, ma in realtà è sempre lo stesso mondo che si ripresenta ai nostri occhi ciclicamente. Il nostro messaggio è di scendere dalla giostra perché, al di là di quello che ci fanno vedere le istituzioni o i social media, c’è una realtà diversa, buona o cattiva che sia, su cui però dobbiamo farci delle opinioni personali. È troppo facile adottare e condividere le idee che troviamo affisse sulla bacheca di Facebook. Questo è il primo passo per arrivare ad un cambiamento vero, ma bisogna avere il coraggio e la voglia di farlo.

WhatsApp Image 2017-01-21 at 15.00.37Nel 2015 hai vinto il premio “Alex Baroni” del Festival dell’Adriatico con “Turista Giramondo”, una canzone decisamente agli antipodi come testo rispetto alla tua ultima produzione. Voglia di sperimentare o qualcosa è cambiato nel tuo modo di vedere il mondo?

Entrambe. “Turista Giramondo” fa parte di un ciclo di canzoni che ho scritto in un periodo artisticamente molto prolifico, ma oggi non so se sarei capace di scrivere altri brani di quel tipo. Sono successe tante cose e ho incontrato tanti artisti da cui ho preso spunto per maturare e far nascere canzoni forse meno spensierate di “Turista Giramondo”, ma soprattutto molto forti e, tra queste, c’è “L’illusione del progresso”. La tendenza a sperimentare l’ho sempre avuta. Quando si tratta di provare qualcosa di nuovo, come è stato per il rap recentemente, mi butto a capofitto, cerco di capire come funziona e costruisco qualcosa di mio. Già è difficile fare questo lavoro, quindi perché darsi dei limiti di genere?

So che questo festival viene tenuto in considerazione dai produttori di noti talent show. Hai mai pensato di partecipare? Cosa consiglieresti a chi come te vuole “emergere” con la musica?

I talent sono croce e delizia della musica italiana. Ho pensato tante volte di partecipare e fortunatamente ho sempre rimandato. Rappresentano una scorciatoia che solo chi è davvero pronto può intraprendere, altrimenti si rischia di farsi male. Penso a Marco Mengoni che prima di X Factor aveva una lunga gavetta alle spalle e adesso vediamo tutti a che livelli è arrivato. Quando mi sentirò pronto per quel tipo di percorso lo capirò e magari parteciperò anch’io. Per adesso mi sento di dire ai miei colleghi soprattutto più giovani di starne lontano, di suonare nei locali o per strada se è necessario, perché la musica prima va vissuta, assimilata. Bisogna capire che artisti siamo e avere delle sicurezze forti che non vacillano neanche di fronte all’applauso o alla disapprovazione del pubblico televisivo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Tra quelli a breve termine c’è il live di presentazione del singolo, per la prima volta nelle Marche, all’ONSTAGE di Castelfidardo (AN). L’appuntamento è per il 27 Gennaio 2017 alle 22.30. Pensando più a lungo termine, ho voglia, dopo questo periodo di promozione, di continuare a scrivere tante nuove canzoni. Tra l’altro ho sempre avuto il desiderio di fare l’autore per altri interpreti, parallelamente alla mia attività da cantautore. Qualche mese fa ho scritto qualche canzone per Sugar Music, l’etichetta discografica di Caterina Caselli, e recentemente sono rientrato tra i finalisti di Genova x Voi, un concorso sponsorizzato da Universal Music Publishing e SIAE volto a cercare i migliori autori emergenti. Sono state esperienze importanti che mi hanno dato tante conferme sul percorso che sto facendo e tante speranze per il futuro.

Alessandro, ti ringraziamo per averci concesso l’intervista e ti facciamo un mega in bocca al lupo per il futuro!

Grazie a voi!

QUI il video de “L’illusione del progresso”

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Giuseppe Graziano

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