Addio Forza Nuova Macerata e grazie per tutto il pesce! Ritratto di Roberto Fiore

” Il 2 agosto 1980 l’Italia fu atterrita da una nuova strage politica. Un ordigno esplosivo collocato nella stazione ferroviaria di Bologna, affollata di viaggiatori in attesa dei treni delle vacanze, provocò un’ottantina di morti. Come autori materiali dell’orrendo attentato furono condannati all’ergastolo, anni dopo, i terroristi di destra Fioravanti e Mambro, già riconosciuti colpevoli di altri assassinî. Entrambi continuano a protestare la loro estraneità alla strage.”

(Indro Montanelli)

“Per una mera questione di trasparenza e correttezza mi vedo costretto a comunicare le dimensioni della comunità militante maceratese dal movimento politico di Forza Nuova”. Con questa nota Tommaso Golini sancisce lo scioglimento della sezione provinciale di Forza Nuova, movimento di fossili storici fondato da Roberto Fiore.

Fiore, classe 1959, nel 1977 diventa leader del gruppo Lotta studentesca e in seguito di Terza Posizione (gruppo sciolto per l’accusa di essere di impronta neofascista), movimento che secondo la testimonianza di Leonardo Giovagnini : “[..] era diventato molto forte e che in sostanza perseguiva finalità eversive nel senso che il movimento, attraverso azioni militari destabilizzanti, si riprometteva di creare i presupposti per una rivoluzione di popolo. Mi disse anche che il movimento era armato e che aveva mezzi sufficienti per riuscire nell’intento. Nella circostanza mi fece anche presente che tutti i militanti erano armati e pronti a compiere azioni terroristiche.

Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra. 
Il 22 agosto 1980 la DIGOS di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associazione sovversiva ed altro“.
Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi.

In quell’anno inizia la latitanza dorata di Fiore prima in Libano e poi in Inghilterra. Secondo il Guardian , sulla base di nuove informazioni di un ex agente della Cia in Europa, ha scritto che in Libano fu promesso a Fiore il trasferimento in Gran Bretagna in cambio della collaborazione con MI6; in quella guerra civile gli inglesi avevano un disperato bisogno di doppiogiochisti e informatori nelle file dei gruppi terroristici.

Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore. La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”

Fiore,arrestato nel 1982 a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva, fu protetto dagli inglesi, rifiutando l’estradizione poichè ritenuta fondata su motivi ideologici.

 

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