Perchè Moonlight è il miglior film del 2016

di Miriam Riccardi

“Devi deciderti su chi vuoi essere e far sì che il mondo si occupi di te, non dell’idea che ha di te” afferma lo scrittore e attivista di colore James Baldwin riguardo il percorso faticoso che gli afroamericani devono affrontare nella società americana per essere riconosciuti come individui, come uomini.
Ora che mai in USA vengono alimentate crisi economiche, divisioni politiche, il populismo, la polizia e l’arbitrarietà giudiziaria. Più che critica appare soprattutto in alcuni stati la condizione della minoranza di colore.

Persino il presidente dei così detti “stati interni” dovette affrontare il problema, riferendosi ai disagi vissuti nell’ “America di colore”: dalla questione della droga, alle condizioni dei carceri e così via. I più si ritrovano spesso costretti a precarie condizioni di vita in centri comunali abbandonati a sè stessi.

Al di là del fatto che lo slogan di queste “città interne” è una concezione razzista connotata fin dagli anni settanta, non corrisponde più da tempo alla realtà.

Significativo il fatto che “Moonlight” è stato premiato come miglior film agli Academy Awards.
Per essere il secondo lavoro del regista di colore Barry Jenkins, non è solo formalmente ed esteticamente il miglior film dell’anno; in linea con Baldwin, egli porta lo spettatore ad avere a che fare con destini individuali e drammi personali, non con proiezioni o clichè.

E’ raccontata una storia di “coming-of-age” in tre capitoli. Nel primo l’impostazione è stabilita su un motivo alla base della quotidianità di colore: un ragazzino scappa, altri ragazzini bulli, per i quali è troppo silenzioso e sensibile, gli danno la caccia. Trova rifugio in una casa abbandonata, in cui viveva un rivenditore locale di droga. Juan si prende cura insieme alla ragazza Teresa di bambini con problematiche.
Qui si crea un’atmosfera rilassante e domestica, in cui il ragazzo si sente a casa, non più insieme alla madre single, che sta cadendo sempre di più nel giro della droga.

Nessun uomo bianco recita in “Moonlight”. Perchè?
Moonlight non è una storia incentrata sugli antagonisti etnici, ma sulla comunità nera stessa, con l’obbiettivo di scaturire al suo interno una guarigione, per liberarsi dal vincolo di identità e modelli di ruolo prescritti.

Barry Jenkins celebra la complessità della cultura e stile di vita nera. Con il suo film magistrale ed enfatico, egli apre uno spiraglio sui drammi nell’anima dello spettatore. Infatti di nuovo James Baldwin diceva “L’afroamericano è la figura chiave del nostro paese, se non lo affronti, non affronterai mai nulla”.

 

fonte: der Spiegel

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