EppuResiste: riassunto di un 25 Aprile “migrante” a Macerata [ photogallery ]

di Lucrezia Boari

“EppuResiste, festa migrante delle resistenze e dei territori”, un percorso di riflessione, confronto e festa nei luoghi del maceratese colpiti dal terremoto condiviso da numerose Associazioni e movimenti del maceratese, si è concluso il 25 Aprile a Macerata con un’intera giornata di iniziative: prima la manifestazione provinciale per il 72° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, poi la Festa della Liberazione in Piazza Mazzini, organizzata da ANPI e Comune di Macerata.

La giornata è iniziata alle 9:00 presso il monumento alla Resistenza nel maceratese in via Cioci, dove il Sindaco di Macerata Romano Carancini, il Prefetto Roberta Preziotti e la presidente dell’ANPI di Macerata Lucrezia Boari hanno deposto una corona di alloro, alla presenza di una folta rappresentanza di Comuni del maceratese con i rispettivi gonfaloni, di Sezioni ANPI con le loro bandiere e di Associazioni combattentistiche e d’arma.

Poi da Piazza Annessione è partito il corteo che ha attraversato il centro storico arrivando in piazza Mazzini, dove si sono succeduti gli interventi del Sindaco di Macerata, del consigliere provinciale Alessandro Massi in rappresentanza della Provincia di Macerata, di Silvia Spinaci in rappresentanza di CGIL, CISL e UIL e del presidente del comitato provinciale ANPI Lorenzo Marconi.

In Piazza Mazzini per tutta la giornata ha trovato spazio una nuova tappa di “Ma(R)che Bontà, gustare solidale”, iniziativa che aveva già avuto grande successo lo scorso 10 dicembre in Piazza della Libertà: produttori colpiti dal terremoto hanno portato in piazza varie prelibatezze del territorio tra cui salumi, farine, vino cotto e legumi pronti da acquistare.

I luoghi colpiti dal sisma sono al centro dell’attenzione anche della mostra fotografica “Storie di borghi” a cura di Terre in Moto, allestita in Piazza Mazzini al piano terra di Palazzo Legato-Filati: scatti di Marco Gentili, Giulia Falistocco e Michele Massetani.

All’ora di pranzo una lunga tavolata ha occupato il centro della piazza con il Pranzo Condiviso, a cura di Spiazzati: in tanti hanno partecipato, portando da casa un pranzo da condividere oppure acquistandolo dai produttori presenti in piazza; l’anniversario della Liberazione si è arricchito di convivialità e condivisione.
Per tutto il pomeriggio è stato anche a disposizione in piazza uno Spazio Bimbi con animatrici, giochi, colori e palloncini.
Nel pomeriggio, sul ring allestito in piazza, le dimostrazioni e gli incontri di Boxe e di Muay Thai, antica arte marziale thailandese, a cura di Palestra Popolare Macerata hanno richiamato un folto pubblico.
Al termine, musica con dj set.

La giornata si è conclusa con l’ormai tradizionale Concerto per il 25 Aprile, che quest’anno è diventato “maggiorenne”: è infatti arrivato alla 18° edizione; il concerto, aperto dai Bullets, ha visto quest’anno sul palco gli Statuto, storica ska band torinese, che unisce testi impegnati ad una atmosfera ballabile e festosa, da vera Festa della Liberazione.

Prima del concerto, una voce fuori campo ha consegnato ai tanti partecipanti le parole di Piero Calamandrei: “Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta…no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”
Parole che acquistano un significato particolare ora che i nostri “luoghi dove è nata la Costituzione”, le montagne e i borghi dell’Appennino, sono stati così duramente colpiti dal terremoto ed è più che mai necessario scongiurarne lo spopolamento, l’abbandono e l’oblio.

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