Partecipare a un Erasmus a 45 anni è possibile e magnifico! – “Io e l’Europa”

Continua con una nuova puntata la nostra rubrica “Io e l’Europa”, in collaborazione con i ragazzi di Iniziativa Democratica. Oggi abbiamo scritto a Roberta Ravello, che ci parlerà del progetto “Plastic is not fantastic”.

Ciao Roberta, parlaci un po’ di te, cosa fai nella vita? Sei una studentessa?
Ho cessato di essere studentessa già da un po’ di tempo, avendo superato i 45 anni ma, dopotutto, non si finisce mai di imparare e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuove esperienze con cui motivare la mia vita e il mio lavoro. Quotidianamente mi occupo di tutela animale tramite un’associazione nazionale per la quale lavoro.

Sappiamo che hai partecipato a uno scambio a Balikesir, Turchia per partecipare al progetto “Plastic is not Fantastic, Heros of the Nature in Ida”: vorresti parlarci di come ne sei venuta a conoscenza?
Ho scoperto che il programma Erasmus si apriva anche alla formazione continua per più gruppi di persone, inclusi gli adulti, contrariamente a quanto mi ricordavo (quando andavo io all’università, l’erasmus era appunto per gli universitari). Da allora, ho fatto 3 esperienze Erasmus +, a significare che mi ci sono trovata molto bene e che consiglierei a tutti di partecipare al programma. Nello specifico, ho scoperto lo scambio culturale a Balikisir, Turchia “Plastic in not fantastic” sul sito web: www.scambieuropei.info. Ho inviato la domanda di partecipazione e sono stata selezionata insieme ad altri due italiani per partecipare!

Cosa ti ha incuriosito del progetto?
Essendo una grande amante degli animali e dedicandomi spesso ai temi di tutela del patrimonio naturale, la tematica del progetto rifletteva perfettamente i miei interessi sia personali che professionali.
Inoltre, il progetto si svolgeva in Turchia poco dopo il referendum presidenziale: questo particolare ha sicuramente aggiunto interesse e curiosità verso questa precisa meta.

E’ stato facile lavorare con il tuo gruppo?
Mi sono inserita facilmente nel gruppo, nonostante fossi a tutti gli effetti la più “anziana” dal punto di vista dell’età anagrafica, non lo ero di certo per le idee o le energie. Il gruppo era composto da 32 persone di 6 diverse nazioni, ragazzi e ragazze in età dai 18 ai 30 anni. Diversi hanno dichiarato che avrebbero gradito avere una “madre” come me: giovanile e aperta agli scambi culturali e al dialogo costruttivo con le nuove generazioni.
Sicuramente non sono stata esclusa dal gruppo e, anzi, mi ci sono inserita come elemento “diversamente” giovane.

Riguardo la Turchia? Come ti sei trovata a vivere lì?
La Turchia l’ho trovata deliziosa. Molto più verde di quanto mi aspettassi. La gente è accogliente e protettiva nei confronti dei turisti e ci sono tanti posti da visitare anche al di fuori delle mete turistiche più conosciute. Soprattutto, ho trovato una sensibilità verso il tema ambientale che non mi sarei aspettata e soprattutto all’avanguardia, oserei dire, nel panorama europeo. Il bello della Turchia è che, essendo una nazione molto ricca di foreste, la gente vive ancora a stretto contatto con la natura e sa apprezzare il significato anche spirituale di questa connessione, comprendendo l’obbligo di proteggere il patrimonio naturale per l’umanità a venire.

Di cosa vi siete occupati nello specifico? Hai trovato interessanti le varie attività svolte?
Dato che lo scambio è durato solo 6 giorni, ci siamo esercitati soprattutto sulle modalità oggi più note per “far sentire la propria voce” all’interno di gruppi organizzati per la tutela ambientale e animale.
Il corso era ricco di workshop, ma anche di modalità di apprendimento informale (attraverso il gioco, il teatro, il semplice fare amicizia). Le attività erano tutte interessanti, specialmente per chi, come me, può e vuole utilizzare questi strumenti nel quotidiano per proporre alla comunità valori da difendere.

Vorresti raccontarci un episodio in particolare che ti è rimasto impresso?
Un gioco molto carino proposto dal coordinatore consisteva nell’assegnare a ognuno di noi un “amico segreto” tra gli altri componenti del gruppo. A turno, ognuno di noi doveva pescare da una ciotola un fogliettino al cui interno era scritto il nome di un altro ragazzo: quello pescato era il proprio “amico segreto”. Solo l’ultimo giorno si potevano rivelare gli amici segreti! Nel frattempo, durante la settimana ognuno doveva fare qualcosa di speciale per il proprio amico. E’ saltato fuori che, al di là dell’amico assegnato tramite la “lotteria” (che mi ha riempito di barrette di cioccolato recapitatemi segretamente), ne ho avuti altri su base volontaria, i quali ci hanno tenuto a mostrarmi il loro apprezzamento con piccole cortesie e souvenirs!

Credi che questo scambio ti abbia aiutato per il tuo lavoro?
Sicuramente, come specificato sopra, il tipo di attività svolta è assolutamente congeniale al mio ambito di lavoro ma anche di studio. Nel mio lavoro infatti l’apprendimento deve essere permanente, altrimenti non c’è possibilità di crescita e di sviluppo. Dunque credo che rimarrò un’eterna studentessa e alla mia età l’apprendimento informale è sicuramente il più simpatico, creativo, meno faticoso e più gratificante. Non di meno studio parecchio, anche con le metodologie più tradizionali, a prescindere dal programma Erasmus.

Ti piacerebbe continuare a lavorare su questo tipo di progetti?
Sì, mi sono innamorata dell’Erasmus+, quindi desidero continuare un percorso di scambi culturali e di apprendimento informale per gli adulti e i lavoratori in Europa. Per questo, ho deciso di tentare la strada anche dei trainings per futuri “docenti” di progetti di apprendimento informale nel quadro “Erasmus+”.

A chi consiglieresti un’esperienza simile?
La consiglierei a tutti. Ci sono scambi di ogni tipo, non solo per chi cerca un qualcosa di intimamente connesso ai propri studi o lavoro. Soprattutto, lo consiglierei ai giovani in età compresa tra i 18 e i 30, per i quali l’offerta è veramente ampia e si combina con ogni genere di hobby. Attraverso lo scambio si può esercitare il proprio inglese, apprendere come integrarsi nei lavori di gruppo e fare esperienze creative che possono poi dare una direzione professionale più in linea con il sentire interiore e quindi più felici.

Hai progetti per il futuro?
Insieme a Iniziativa democratica, l’organizzazione marchigiana che organizza scambi europei nell’ambito Erasmus+, abbiamo deciso che potrò fare il team leader per altri gruppi in partenza nel futuro. Intendo poi crescere nella mia capacità di condurre questi gruppi attraverso appositi trainings e non escludo un giorno di scrivere progetti Erasmus + orientati a far conoscere e amare ai giovani la tutela degli animali come specchio della tutela di noi stessi e del mondo in cui viviamo.

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