La Call to Action: tre parole inglesi che riassumono quello che è forse il concetto più importante di ogni progetto di marketing, quello che scatena nel lettore, o nello spettatore, l’impulso a compiere l’azione che desideriamo, il che è in effetti lo scopo stesso del progetto in sé. Ma come creare una call to action davvero efficace e potente, capace di far agire veramente chi la vede? Ecco cinque passi che costituiscono le basi della scrittura di una call to actio davvero dirompente!

Includete l’azione in una parola apposita
Se state pensando “ma chi legge o sente un annuncio sa benissimo cosa deve fare”… purtroppo, vi sbagliate. O meglio: sì, chi legge sa cosa deve fare, ossia tornare a quel che stava facendo prima di leggere il vostro annuncio, il che è per lui sicuramente più importante di quello che desiderate voi. Volete che telefoni, che scriva, che clicchi, che invii una foto, che scarichi un documento? Diteglielo, esplicitamente, con un verbo diretto. Se vale la pena per lui farlo, deve valere per voi la pena di dirglielo in maniera chiara.

Non cambiate vocabolario o registro
La call to action non vive isolata nel vuoto: è presente su un volantino, una brochure, una pagina web, un annuncio radiofonico. Non astraetela da quel contesto: usate lo stesso tono, lo stesso genere di parole, perfino gli stessi termini tecnici, se ne occorrono. Volete che chi la legge si trovi a proprio agio, e le incongruenze mettono immediatamente in posizione di sfiducia.

Fate sì che catturi l’attenzione
Se gli utenti leggono una cosa sola di tutto l’annuncio o la pagina, deve essere assolutamente la vostra Call to Action: l’unica parte che può, teoricamente, da sola spingerli a fare quel che desiderate. Questo significa sia usare un linguaggio accattivante e interessante, sia assicurarsi che da un punto di vista strettamente grafico la call to action sia visibile e spicchi nettamente, per poter catturare l’attenzione.

Non nascondetela
Siete su una pagina web? Introducete la call to action nella prima parte della schermata, quella che non richiede di scendere con il mouse per essere letta. E lo stesso vale in una brochure a più pagine: fate in modo che la Call to Action sia visibile con il minimo sforzo e automaticamente. La conversione da lettori a clienti se ne gioverà enormemente.

Fate un test alla volta
Sebbene nei prodotti stampati questo possa essere più complesso, sul web è semplicissimo, ed è un protocollo che va sempre seguito: fate un test alla volta. Volete provare ad usare un carattere diverso? Un tono diverso? Volete cambiare il testo della call to action? Tutti e tre sono esperimenti potenzialmente utilissimi: ma fatene uno alla volta, o non saprete mai distinguere l’effetto di ciascun singolo cambiamento su quel tasso di conversione che dovete costantemente tenere misurato e controllato.