Tradurre è, di per sé, un’impresa mai banale, con qualsiasi testo si abbia a che fare. In generale, infatti, non è mai un’operazione semplice quella che prevede il prendere tutto il significato di un testo scritto originariamente in una lingua e trasportarlo, senza nulla aggiungere e nulla togliere, in una lingua differente. Ma nel caso delle traduzioni legali, questo lavoro già complesso diventa ancora più difficile, e sottoposto a canoni più stringenti, dato che in questo campo non è possibile lasciare spazio al minimo rischio di incomprensione o imprecisione, e ogni aspetto del significato originale deve essere perfettamente trasposto nella nuova lingua, pena la nullità di contratti, accordi o documenti anche di grandissima importanza.

Nelle traduzioni legali ci si trova infatti di fronte, prima di tutto, alla specifica terminologia legale del Paese da cui il testo originale proviene: e già questo è origine di seri problemi e complicazioni. Ogni Paese ha infatti il proprio sistema legale, e questo significa che possono benissimo esistere – i casi non sono rari – veri e propri interi concetti legali che non hanno un proprio equivalente nella lingua di destinazione delle traduzioni legali. Del resto, leggi e codici nascono dalla storia specifica di un Paese, e per regolarne i comportamenti propri; questo pone chi si occupa di traduzioni legali di fronte alla necessità imprescindibile di ricreare da zero il concetto – e tutte le idee che vi devono essere necessariamente associate per comprenderlo – per poi poter utilizzare l’espressione legale stessa. Il caso è poi di estrema difficoltà quando lo stesso termine legale ha significati diversi in due lingue differenti.

Per evitare errori, quindi, chi si occupa di traduzioni legali deve innanzitutto avere una comprensione approfondita, oltre che delle due lingue coinvolte nel processo, anche dei due sistemi legali di riferimento, con un ricco vocabolario di termini legali in entrambe le lingue e la conoscenza dei concetti fondamentali della Legge. Anche secondo il massimo esperto di Diritto Comparativo, Gerard-René de Groot, la vera difficoltà delle traduzioni legali deriva molto più dalle differenze strutturali dei sistemi di diritto che da effettive difficoltà grammaticali o lessicali. E in certi casi, anche con tutta la buona volontà, non sarà possibile fare altro che ricorrere a lunghe parafrasi esplicative laddove un solo termine non possa essere sufficiente.