La regola, se volete, è semplicissima.
“Ogni volta che fate pubblicità, state facendo marketing.
Ma fare marketing non significa solamente fare pubblicità.”

Non vi è chiaro? Pensate che alla fine, il marketing consista essenzialmente nello scrivere spot pubblicitari? Ecco: è un po’ come se pensaste che siccome avete visto un pastello blu, esistano solo pastelli blu. Non verrebbero delle grandi opere d’arte senza gli altri colori, vi pare? Bene: nella scatola di pastelli del marketing c’è la pubblicità, ma c’è anche la strategia, l’analisi delle tendenze, la promozione sui social network, il design dei prodotti, le politiche di prezzo, la gestione della logistica, l’analisi demografica, il posizionamento, la ricerca di mercato, l’innovazione, il copywriting… uno scenario un po’ più complesso, insomma, dell’equazione marketing = pubblicità.

Da dove nasce la confusione? È molto semplice: la pubblicità è sicuramente la forma più presente e invasiva e ossessiva di marketing che esista, ed è inevitabile che la gente la noti più delle altre. E proprio per questo sta diventando sempre meno efficace – quanti spot pubblicitari avete davvero guardato, di recente? Di quanti vi ricordate la marca del prodotto pubblicizzato? Ecco: tutti gli altri sono stati soldi buttati per le aziende, perchè il pubblico li ha filtrati automaticamente.

Fare marketing oggi, proprio per questo, è molto più complesso. Significa innanzitutto smettere di imporre messaggi a chi non è interessato, e iniziare a trovare la nicchia di persone che di fatto ha bisogno di ciò che facciamo e desidera esserne informata; e questa fetta di popolazione si articola in persone pienamente consapevoli del bisogno e della soluzione (a cui dobbiamo cercare di trasmettere il messaggio che è conveniente comprarla da noi), persone consapevoli del bisogno ma non della soluzione (alle quali dobbiamo soprattutto proporre l’idea della nostra soluzione) e persone inconsapevoli perfino del bisogno, e che sanno solo di avere un problema, magari neppure tanto definito (e alle quali è necessario chiarire la natura del problema e come questo configuri un bisogno.) Niente di tutto questo avviene tramite la pubblicità di massa in prima serata: e soprattutto, niente di tutto questo avviene se chi fa marketing pensa solamente alla propria azienda. Il mercato oggi ha bisogno – e premia – di aziende che ascoltino esigenze e su quelle costruiscano le loro proposte, senza l’arroganza che tanti, ormai, non sopportano più.